Camusso sul pil: ora puntare sul lavoro

Il segretario della Cgil commenta i dati negativi dell'economia e aggiunge: l'articolo 18 non risolve il problema.

Desk1 7 agosto 2014
«È necessario cambiare passo rapidamente e, come da tempo diciamo, se non si mette al centro il tema del lavoro, della sua difesa e della sua creazione, non c'è la possibilità di uscire da questo stato recessivo». Lo ha dichiarato Susanna Camusso, segretario nazionale della Cgil, nel programma televisivo di Rai 3 "Agorà Estate". «Eravamo molto perplessi del tanto ottimismo che circolava, - ha aggiunto la Camusso - abbiamo detto, in molte situazioni, che, vista la disoccupazione crescente, con tassi di disoccupazione giovanile di questa entità e senza che ci fossero interventi che determinassero una crescita del lavoro, ci pareva molto difficile immaginare dati positivi. Abbiamo capito che il Presidente del Consiglio non ha particolare voglia di incontrare le organizzazioni di rappresentanza e che pensa che sarebbe sminuire il suo ruolo se dovesse Stampaascoltare degli interlocutori. Continueremo a farci sentire con gli strumenti che abbiamo».



Il segretario della Cgil ha anche commentato il tema, caldo dell'articolo 18, che, secondo lei, «non risolve nessun problema in particolare rispetto all'occupazione. Anche qui il Governo si era presentato, il Presidente del Consiglio in particolare, dicendo che la soluzione era il contratto unico a tutele crescenti, che avrebbe dovuto sostituire tutte le altre forme di lavoro. Siamo ancora qui che aspettiamo».



La Camusso ha poi aggiunto in conclusione: «Eravamo disposti a misurarci su una nuova forma di assunzione che escludeva tutte le forme di precarietà. Mi pare che il decreto fatto prima e il disegno di legge delega che è in discussione in Parlamento continuino a moltiplicare le forme di precarietà. Il tema oggi è come facciamo a difendere l'occupazione che abbiamo e a difendere il lavoro, di questo non discute nessuno. L'economia la rimette in moto il fatto che ci siano posti di lavoro».