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Svolta della curia di Bologna: con i nostri soldi creiamo posti di lavoro

Il vescovo Matteo Maria Zuppi ha deciso di non dare solo elemosina, ma di creare un sistema di inserimento nel mercato del lavoro grazie ai proventi ereditati della Faac.

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Il vescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi

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26 Aprile 2016


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La Curia di Bologna vuole, grazie ai proventi milionari della Faac, la multinazionale che produce cancelli automatici lasciata in eredità alla chiesa, realizzare un piano straordinario per il lavoro.

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Ecco di cosa si tratta. Microcredito sì, per coloro che vorrebbero intraprendere un’attività imprenditoriale. Ma non basta, si pensa anche a un fondo ad hoc per i disoccupati.

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Ancora incentivi alle aziende per un anno per assumere lavoratori “fragili”. Il professor Stefano Zamagni è tra i garanti del fondo diocesano. L’economista ha ora “importato” il progetto di Rimini a Bologna su richiesta del vescovo Matteo Maria Zuppi che aveva annunciato: “Una parte dei profitti della Faac sarà destinato a chi non trova occupazione”.

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La cosa interessante è che “non è elemosina”. “Non si tratta solo di fare un’elemosina, ma aiutare nella ricerca di un lavoro che può rendere autonomi — ha spiegato Zamagni — e questo a Bologna si può fare perché ci sono imprese disponibili e i ricavi della Faac sono consistenti, si parla di milioni, ora bisogna far partire il modello”. Il modello del fondo si basa sul dialogo con le imprese e la società civile attiva nel sociale. “L’operazione è molto trasparente, e parte dal dato di fatto che sono i soggetti deboli a rimanere fuori dal mercato del lavoro — spiega l’economista che siede nella Pontificia Accademia delle Scienze sociali —. Il fondo serve a coprire per un anno il 30% delle spese sostenute dall’azienda per assumere questi lavoratori. È un modo per facilitare l’ingresso, poi le persone nell’arco di un anno possono imparare, anche grazie a corsi di formazione, sempre organizzati ad hoc”.

Il sistema è molto simile a quello stabilito dalla legge italiana per il reinserimento lavorativo delle persone svantaggiate, che prevede agevolazioni fiscali in caso di assunzione. Essenziali gli utili della Faac, che rappresentano una cifra ingente. Nel 2014 questa cifra era arrivata al livello record di 38,7 milioni per una serie di operazioni finanziarie, ma l’anno prima si parlava comunque di 13 milioni. Un milione intanto verrà distribuito nelle prossime settimane alle famiglie in difficoltà, sempre attraverso la Caritas.

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