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Confcommercio: le imprese sono stremate

Abusivismo e contraffazione creano un danno da 17mld di euro l'anno alle attività commerciali regolari. Decine di migliaia di posti di lavoro a rischio.

Confcommercio: le imprese sono stremate

Desk7

11 Novembre 2013 - 12.04


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Il 2014 non sarà certo l’anno di una ripresa sostanziale”. È la visione, tutt’altro che ottimistica, del presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, che è intervenuto alla Giornata di mobilitazione nazionale “Legalità, mi piace”, segnalando che le imprese del commercio “sono stremate”.

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A pesare sono soprattutto l’abusivismo e la contraffazione, che si aggiungono a uno stato di crisi strutturale del Sistema Italia. “Siamo in una situazione di allarme rosso e chiediamo, dunque, tolleranza zero contro ogni forma di illegalità” denuncia Sangalli secondo cui “l’illegalità si annida nelle professioni, nei servizi e nei trasporti per non parlare del contrabbando”.

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Il presidente della Confcommercio chiede quindi “una maggiore attenzione anche nelle scelte del legislatore”, evidenziando come esistano “accanto a forme di illegalità più note alcune specie di concorrenze sleali più subdole ma non meno gravi che vanno contrastate con il massimo rigore”.

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Le cifre elaborate da Confcommercio sono da brivido. L’abusivismo e la contraffazione costano oltre 17 miliardi di euro l’anno agli operatori regolari e provocano la perdita di oltre 180 mila posti di lavoro. Ma anche per lo Stato la bolletta è pesante, con circa 1,5 miliardi di euro persi tra imposte e contributi. Lo studio di Confcommercio mette in risalto che nel solo settore del commercio l’abusivismo sottrae un fatturato di 8,8 miliardi di euro l’anno pari al 4,9% del fatturato regolare.

“A causa dell’illegalità rischiano di sparire 43 mila negozi regolari all’anno e 79 mila lavoratori regolari”. Nel settore bar e ristorazione l’abusivismo rappresenta un fatturato di 5,2 miliardi di euro nell’anno in corso, poco più del 10% del volume d’affari del settore regolare. “In discussione è la sopravvivenza di oltre 27 mila imprese e il posto di lavoro di circa 106 mila occupati regolari”. La contraffazione di prodotti vale circa 6,5 miliardi di euro e il 76% è concentrato nelle voci di spesa per abbigliamento e accessori, prodotti audiovisivi, prodotti alimentari e bevande.

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