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C/c gratis, il governo si divide

Annunci e smentite sull'abolizione. Per il sottosegretario Polillo si interverrà perché le banche sono danneggiate. Risponde De Vincenti: falso, l'esecutivo non è contrario.

C/c gratis, il governo si divide

redazione

15 Marzo 2012 - 16.33


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Non ci sarà il conto corrente a costo zero per i pensionati. O forse sì. Ma comunque deciderà il Parlamento.
Il governo si divide sull’articolo al decreto liberalizzazioni che imponeva agli istituti di credito di aprire conti correnti a zero spese a chi percepisce una pensione inferiore a 1.500 euro al mese.
Il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, ha annunciato che l’esecutivo interverrà con un decreto per modificare la misura, troppo onerosa per le banche.

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Lo Sviluppo economico si smarca: “Nessuna novità”

Ma poco dopo il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, si smarca dalla posizione di Polillo e dice: “Il governo è favorevole a modificare la norma sulle commissioni bancarie contenuta nel dl liberalizzazioni se sarà il Parlamento a intervenire”.
“La posizione del governo è nota – ha quindi spiegato – quella sulle commissioni bancarie è una norma votata dal Parlamento. Naturalmente il parere del governo era contrario. Se il Parlamento riterrà di modificare la norma noi saremo assolutamente favorevoli a modificarla”. Il sottosegretario ha tuttavia aggiunto che al momento non ci sono novità.

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Polillo: “Si ripercuoterebbe sulle famiglie”

Se la norma diventasse operativa, secondo Polillo potrebbe causare “un’ulteriore stretta creditizia che si riverbererebbe inevitabilmente sulle imprese e le famiglie”.
Nemmeno una parola sui pensionati danneggiati dalla retromarcia, che in virtù del decreto salva-Italia saranno costretti ad aprire un conto (il decreto vieta alle pubbliche amministrazioni di effettuare pagamenti in contanti sopra i 1.000 euro, includendo anche gli assegni pensionistici), e pagarne i costi per intero.

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Gli incontri con l’Abi

La decisione dell’esecutivo è arrivata in seguito alle pressioni dell’Abi, l’associazione bancaria italiana, che da tempo lamentava l’antieconomicità della misura. L’associazione aveva avuto nei giorni scorsi diversi incontri con i rappresentanti di Pdl, Pd e Udc, e aveva fatto sentire la sua pressione sul governo.


Banche accontentate

“Ci sono diverse soluzioni a breve”- aveva detto il vicepresidente Antonio Patuelli a proposito degli incontri, “confidiamo nel dialogo tra Parlamento e Governo”. Aggiungendo di avere trovato grande “sensibilità” da parte delle forze politiche.
Con la misura, secondo l’Abi, gli istituti avrebbero perso circa un miliardo di euro all’anno.

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