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Oggi liberalizzati ma a piedi, senza taxi e benzina

Il governo Monti decide, ma alcune categorie promettono lotta ad oltranza scavalcando i sindacati. Taxi e benzinai minacciano la serrata. Aggiustamenti dell'ultima ora.

Oggi liberalizzati ma a piedi, senza taxi e benzina

Desk

20 Gennaio 2012 - 09.26


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Forse nasce. La politica valuta i ricaschi di una manovra economica complessa, alcune categorie a volte privilegiate, a volte no, si fanno semplicemente i conti in tasca e promettono “Lotta dura, senza paura”. I più arrabbiati in pubblico e in piazza, i taxisti che, contro le indicazioni dei loro rappresentanti sindacali, intendono portare aventi Sciopero selvaggio. A loro si accodano i concessionari delle pompe di benzina, una parte di loro che si ritiene più colpita che già hanno proclamato 10 giorni di serrata. Minaccia di paralisi per il Paese insomma, con molte preoccupazioni anche di ordine pubblico.

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Taxi. Gara per i nuovi permessi ma salta la doppia licenza. Nasce l’Autorità della Rete che, in accordo con i Comuni e i rappresentanti di categoria, decide la “Territorialità”, le aree nelle quali è possibile “caricare” clienti, sia la possibilità di mettere in gara nuove licenze. Salta, invece, la concessione della doppia licenza per ogni taxi e della possibilità di cumulo dei permessi. In compenso la categoria propone aperture sui tempi di lavoro. Ma, come visto, non tutti sono d’accordo e i disagi per i clienti, soprattutto nelle stazioni e aeroporti, sono praticamente scontati e creano forti preoccupazioni.

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Benzinai. Via libera ai self service soltanto fuori dalle città. Scompare l’obbligo di vendere la metà degli impianti in mano alle compagnie e viene ammorbidito il divieto di esclusiva nel rifornimento. I gestori proprietari potranno acquistare carburante senza vincoli di marca per il 50% dell’erogato. Quelli non proprietari sono stati esclusi. La libertà di aprire impianti completamente automatizzati, ovvero i self service, verrebbe infine mantenuta, ma solo fuori dai centri abitati. Confermata anche la possibilità per le pompe di vendere prodotti non oil, tipo giornali, tabacchi, cibo. Sindacati per il forse, benzinai per lo sciopero duro.

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Decreti a raffica. Il decreto sulle liberalizzazioni sarà forse accompagnato da altri due decreti: uno sulle semplificazioni e un altro per bloccare l’asta gratuita delle frequenze tv, In questo caso, visti i protagonisti coinvolti, potrebbero esserci dei contraccolpi politici in Parlamento. E la “Rivoluzione a 360 gradi” del governo Monti per contrastare privilegi e rendite di posizione frena molti dei suoi buoni intenti. Passi avanti sul fronte dei professionisti e sulla separazione tra Snam Rete gas ed Eni. Ma alcuni dietrofront nel campo di assicurazioni, commercio, carburanti, ferrovie, farmacie. Altri se ne potrebbero aggiungere oggi su taxi, Poste e concessioni balneari.

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