Serpico ora spia 40 milioni di conti correnti

E' in azione il cervellone dell'Agenzia delle entrate a caccia di evasori fiscali. Ma per alcuni è anticostituzionale. La Germania lo ha già ritirato.

Serpico ora spia 40 milioni di conti correnti
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3 Gennaio 2012 - 16.58


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Alla ricerca degli evasori. Da ieri “Serpico” è in azione e scandaglia i conti correnti di 40 milioni di italiani alla ricerca degli evasori. Inserito nel decreto Salva Italia per la lotta contra l’evasione dichiarata dal governo Monti, il sistema informatico, il cui acronimo significa “Servizi per i contribuenti”, già in dotazione dell’Agenzia delle Entrate da cinque anni, diventerà operativo nell’andare a scovare gli evasori fiscali.

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Accessibile tutto ciò che si fa col codice fiscale. I dati sui contribuenti in possesso di Sogei, la società che si occupa dei servizi informatici dello Stato, saranno infatti completamente accessibili da Serpico che verificherà lo storico delle ultime cinque dichiarazioni dei redditi di ogni singolo contribuente incrociandolo anche con le bollette, iscrizione a club o associazioni varie, spese per le case e il condominio e ogni altra spesa per cui è stato usato il codice fiscale.

Ha permesso di recuperare 10 miliardi e scovare evasori. Fino ad oggi pare sia servito a recuperare una decina di miliardi solo nell’ultimo anno, pizzicando 518 proprietari di aerei e 42.000 proprietari di barche oltre i 10 metri che avevano dichiarato redditi sotto i 20.000 euro e ora sono finiti tutti sotto accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Dal 2012 l’attività di Serpico, intensificherà la sua attività andando a monitorare non solo gli estratti conti bancari ma tutte le transazioni degli italiani, anche se gli interessati non sono oggetto di controlli o verifiche fiscali. Questo sistema informatico potrebbe però avere vita breve.

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In Germania è stato ritirato. Presidente dell’Istituto per la Privacy, Luca Bolognini, rileva infatti che già un anno e mezzo fa il governo tedesco aveva adottato un sistema simile, ribattezzato Elena, che fu ritirato perché si profilavano eccezioni di costituzionalità. Lo stesso problema che potrebbe avere Serpico, anche secondo il presidente dell’Istituto per la Privacy, per cui potrebbe essere sufficiente un ricorso alla Corte di Giustizia Europea per cancellare la norma approvata con il decreto Salva Italia.

Problemi per la privacy. Per Bolognini con Serpico “si rischia uno stato di polizia elettronica. Si invade la sfera privata delle persone per garantire un ordine pubblico perfetto. L’operazione riesce, ma il paziente muore”.

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