Lega-M5s, l'assalto alla pubblica amministrazione come ai tempi di Craxi-Forlani

Nel 2019 saranno 450mila gli ingressi nello Stato fissati dalla «manovra», 32mila assunti nella scuola, duemila solo per il tempo pieno nelle elementari (con le aule vuote); 2,7 milioni di euro per 20 dirigenti alle Finanze

Di Maio, Conte e Salvini

Di Maio, Conte e Salvini

Tommaso Verga 30 dicembre 2018Hinterland
di Tommaso Verga
Innanzitutto la quantità, le figure e gli indirizzi; poi, di conseguenza, quanto si stima dover spendere. Assunzioni, turnover, profili professionali. Termine di paragone, la copertura del parziale blocco degli ingressi deciso dal governo Renzi dal 2016 in poi, alla quale si aggiungeranno i 450mila pensionamenti ponderati nel triennio 2019-2021. A prescindere dalla legge Fornero. Somme algebriche «naturali» nella pubblica amministrazione. Che, stando non tanto ai codicilli messi in tabella nella «manovra del popolo» – già: sai che fatica valutare quel po' di rassicuranti grafici prodotti dalle «manine» ministeriali –, quanto alle interpretazioni dei propagandisti, danno l'idea di una Babele intraducibile – già: ma vuoi capire o no che siamo due partiti diversi? –. Di qui in poi liti similcondominiali, condite da autonomie linguistiche, versioni in contraddizione l'una con l'altra, esaltati dalla tanta incompetenza mostrata come effigie del populismo. Sola panacea il richiamo alle origini: tre volte al giorno la penitenza «ma allora il Pd?».
Breve dimostrazione. Laura Castelli, sottosegretaria a 5stelle, sull'Ires raddoppiata per il terzo settore (...e per gli ospedali e per le aziende sanitarie): «La difendiamo. Il ‘no profit’ deve stare tranquillo perché la norma si riferisce a chi fa utili». Quando le hanno obiettato che no-profit si traduce appunto no-utili, un po' scocciata ha risposto: «Lo dice lei!». A Di Maio, ministro 5stelle, il compito di tenere sotto controllo l'approccio alle elezioni di maggio. Così il precipitoso dietrofront (senza nemmeno mettersi d'accordo con l'altra): «Quanto prima, a gennaio, provvederemo a riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale» (balla il voto dei decisamente dffidenti cattolici verso questo governo, e «quello attacca pure i vescovoni»). Quello è il defilato Salvini. Il quale, dopo aver capito che l'aumento dell'Ires interessa in larga misura il volontariato sponda pro-immigrati, avrebbe voluto replicare con «Vesuvio lavali col fuoco» ma i suoi comunicatori l'hanno sconsigliato («semmai dopo le prossime elezioni» il suggerimento). Altri sostegono decisiva l'osservazione che pontificare e/o ammaestrare in materia avrebbe potuto sollecitare qualcuno a chiedere al vice di Giuseppe Conte che fine ha fatto l'assegno di 250mila euro che il costruttore Luca Parnasi – quello dello stadio della Roma: sempre di palloni si tratta – ha intestato alla «Più voci onlus». No-profit anche quello? «Lo dice lei!».
Tornando al tema, inevitabile scomodare Giulia Bongiorno, ministra appunto della Pubblica amministrazione. E' lei che al Corriere della Sera e a RaiNews ha annunciato che nel prossimo anno (il 2019) l'apparato statale dovrà essere rafforzato da 450mila ingressi. Pari cioè al 100 per cento dei pensionamenti calcolati nell'intero triennio a venire. La summa: «ribaltare la linea dei governi precedenti, che hanno puntato sul taglio del personale per efficientare il funzionamento della Pa», con 1) «assunzioni mirate» finalizzate alla 2) «trasformazione digitale della pubblica amministrazione».
Come rendere compatibile il passaggio della burocrazia dal manuale al digitale – quale che sia la mansione, intrinsecamente riduttivo per quantità di addetti – la Bongiorno non l'ha illustrato. Per non dare acquisita la difficoltà tra la professione di avvocata di grido e la cadrega (in lingua leghista). Tra le enunciazioni e la «pratica», se avesse approfondito senza cadere nella propaganda, non si sarebbe scontrata con la regola che turnover e innovazione non aumentano l'occupazione, semmai il contrario.
Altro che 100 per cento: la digitalizzazione della Pa potrebbe voler dire quattro uscite per un reingresso (non esattamente ma siamo lì). A meno che non abbiano già deciso di assumere per assumere – è più di una impressione –, riverdire (di giallo) la pratica demo-socialista di antica tradizione.
Ma quanto costa il turnover? 131milioni di euro per le assunzioni nel 2019, 292 milioni nel 2020 e 384 milioni a decorrere dal 2021. In totale, 807 milioni di euro. Somma prevista nel Def (il Documento economia e finanza), deliberato dai due rami del Parlamento. Ci sono anche, disseminati, i numeri dei nuovi impiegati ministeriali. Che confermano la filosofia del un po' qua un po' là. Che pensare del milione di euro per l'Ambiente senza alcuna specifica delle professionalità che sosterranno il ministro Costa, oppure del tempo pieno nella scuola elementare che anno dopo anno fonde tra loro i plessi svuotati dalle attività a causa del riduzione delle nascite? Deficit non destinato a modificarsi in positivo visto che, grazie a Matteo Salvini, l'immigrazione non offrirà più supporto.
DUE MILIONI E 700MILA EURO PER 20 DIRIGENTI ALL'ECONOMIA. A inaugurare, primus inter pares, il ministro Giovanni Tria. Tornato vincitore della battaglia al fronte, ha disposto uno stanziamento di 2 milioni e 700 mila euro. Verranno assunti 20 dirigenti al ministero dell’Economia e delle finanze (che andranno a rafforzare l’organico del Mef con incarichi di «consulenza, studio e ricerca»). Quindi nessun turnover, men che meno obbligato (ininterrotto l'agitarsi di misteriose manine: e nessuna Procura che indaghi!). La possibile sostituzione del ministro non è sancita nell'articolato.
Tra pratiche concluse ed altre in itinere – per le quali bisognerà attendere la stesura definitiva della «manovra» oggi in terza lettura in aula a Montecitorio –, può consolare Giuseppe Conte: «con queste riforme abbiamo previsto che il tasso di disoccupazione, già sotto il 10%, tenderà ancora a scendere attestandosi attorno all’8% se non al 7%». Incommentabile.
NEI PARAGGI DELLA SCUOLA 32.400 ASSUNZIONI. Il settore patrocinato più di altri è l'istruzione. Al momento, sarebbero 32.400 le unità che troverebbero riparo, suddivise per 12.000 bidelli (assunti direttamente dalle scuole; per fare le pulizie); 2.000 insegnanti per il tempo pieno (alle elementari), 18.000 ex lavoratori socialmente utili che verranno stabilizzati. Assunzione anche per gli insegnanti: di musica, 400 unità.
L'AMBIENTE? MA QUANTO E' CARO... Per il ministero dell'Ambiente, fissato lo stanziamento di 200mila euro l’anno per 5 anni, dal 2019 al 2023, pari a 1 milione di euro in tutto. Non meglio specificata la destinazione né tantomeno i profili professionali delle eventuali assunzioni.
IL DOPPIO FORNO DI TONINELLI. Numeri assolutamente fuori della portata di Danilo Toninelli, che però con la «manovra» beneficerà di altre 421 assunzioni. «Altre» poiché ne aveva già «rimediate» 200 con il «decreto Genova». «Abbiamo stabilito di fare 371 nuove assunzioni in due anni per la neonata Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali – ha detto –, mentre 50 andranno alla Motorizzazione civile».
C'E' IL «TRUCCO» AI BENI CULTURALI. La parola direttamente ad Alberto Bonisoli, il ministro del Mibac (al quale essendo venuta meno la T del turismo dovrebbe ridurre le relative incombenze): «Avevamo delle emergenze da affrontare, lasciateci in eredità dai nostri predecessori. Innanzitutto le assunzioni. Troppi nostri dipendenti sono andati in pensione negli ultimi anni senza essere sostituiti per cui (a causa del blocco delle assunzioni, ndr), senza un piano specifico, saremmo stati costretti a chiudere molte delle nostre eccellenze. E dunque 1.000 nuovi posti di lavoro extra turnover entro il 2021 e altri 100 a scorrimento di una vecchia graduatoria. Un prossimo decreto, invece, provvederà ad altre assunzioni in regime di turnover, cioè in sostituzione di personale in pensione».
I PROCESSI CON IL TURBO. Con i 3.718 nuovi assunti si presume che le procedure processuali metteranno il turbo. Ad Alfonso Bonafede, duecento magistrati/anno per i prossimi tre anni, 600 in tutto; e tremila cancellieri. Quantità minori andranno all’Avvocatura dello Stato, Tar e Consiglio di Stato. 7 assunti andranno a dirigere il dipartimento per la giustizia minorile.