#WomensMarch, Natalie Portman racconta: "a 13 anni vittima di terrorismo sessuale"

L'attrice, che all'epoca aveva appena girato il film Leon di Luc Besson, ricevette una lettera con una fantasia di stupro

Natalie Portman

Natalie Portman

Durante il suo discorso a Los Angeles in occasione della Women's March 2018, Natalie Portman ha raccontato una sua esperienza personale risalente a quando era una giovane attrice, che definisce di "terrosimo sessuale".


La Portman aveva all'epoca 12 anni e stava girando Leòn, il film di Luc Besson con Jean Reno e Gary Oldman. La pellicola, molto apprezzata all'epoca dalla critica, racconta la storia di un sicario che si innamora di una bambina (la Portman) senza però mai sfiorarla, instaurando con lei un rapporto platonico e di protezione. Per la sua interpretazione l'attrice fu molto lodata ma, come ha raccontato a Los Angeles, un giorno è arrivata una lettera di un fan in cui era descritta una fantasia di stupro. 


Inoltre, nel periodo dell'uscita del film, molti critici hanno commentato la sessualità e il corpo della Portman, che a quanto dice si è sentita turbata e non al sicuro nel suo stesso corpo.


"Da quel momento" ha detto l'attrice, "non ho più accettato film dove ci fossero anche solo scene di baci. Volevo costruire la mia carriera sull'immagine della ragazza seria e questo mi ha spinto a nascondere il mio corpo. Ci fu addirittura una radio" ha continuato l'attrice, "che iniziò un conto alla rovescia per il mio 18esimo compleanno, cioè quando sarebbe stato legale poter venire a letto con me".