Il sindaco di destra de L'Aquila censura ancora Saviano e Zerocalcare: "Non li voglio, a mia città è nobile"

Il primo cittadino di Fratelli d'Italia attacca di nuovo lo scrittore e il disegnatore, che dovrebbero partecipare a una rassegna dal 10 al 13 ottobre.

Pierluigi Biondi, sindaco de l’Aquila

Pierluigi Biondi, sindaco de l’Aquila

GdS 22 settembre 2019Giornale dello Spettacolo
"Non li voglio perché L'Aquila è una città nobile, aristocratica e non merita questo genere di cose". Il sindaco "censore", Pierluigi Biondi, torna alla carica contro Roberto Saviano e Zerocalcare. Come scritto su Repubblica: Il primo cittadino di Fratelli d'Italia gioca in casa, parla a Roma dalla kermesse del partito, Atreju. E attacca: "È notizia di qualche giorno fa, sono stato accusato di censura semplicemente per aver detto a una tizia che non era possibile spendere 700mila euro in quattro giorni per una carnevalata di sinistra".
Poi attacca i cosiddetti "titoloni" di Repubblica. "Mi hanno detto che non voglio Saviano e Zerocalcare". Ma lo conferma: "Non li voglio all'Aquila perché la nostra è una citta plurale, nobile, aristocratica. Non meritiamo questo genere di cose".   
Di quale genere di cose parla Biondi? Di un Festival internazionale degli incontri dedicato al decennale del terremoto, in programma dal 10 al 13 ottobre. Troppo di sinistra, per la giunta di Fratelli d'Italia che guida la città abruzzese. Con il sindaco che ha contestato la presenza di Saviano e Zerocalcare.
La direttrice artistica, Silvia Barbagallo - organizzatrice di eventi come Più libri più liberi e scelta attraverso un bando pubblico - risponde: "La tizia di cui parla il sindaco sarei io. Naturalmente i 700mila euro non li gestisco io ma un ente aquilano e sono stati stanziati tutti dal ministero, peraltro durante il precedente governo, quindi il sindaco non dovrebbe avere alcuna voce in capitolo ma ha deciso di fare una battaglia politica bloccando tutto di fatto".
Ma perché il sindaco è decisivo, visto che i soldi sono del ministero? "Il festival - risponde - non può partire perché il Comune deve sbloccare i fondi all'ente attuatore, che è aquilano: l'Istituzione sinfonica aquilana. Servono i soldi per pagare le maestranze e poi autorizzazioni per i luoghi che sono tutti comunali".
Crede che ormai sia troppo tardi per portare a termine il progetto? "Possiamo ancora farcela ma siamo agli sgoccioli. Ci sono stati anche altri luoghi che si sono offerti di ospitare la rassegna ma quei soldi sono stati stanziati per l'Aquila e per gli aquilani. Con contenuti legati alla città. Saviano e Zerocalcare sono addolorati, stavano lavorando per questo". Chi può ancora intervenire? "Il ministero dei beni culturali sta osservando la situzione con attenzione. L'ultima parola è del Mibac".

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