A teatro arriva il "Mercoledì delle Ceneri", ossia il Carnevale degli innocenti

Dal 15 al 30 novembre lo spettacolo di Valentina Esposito attraversa l’Italia con gli attori di Fort Apache Cinema Teatro. Un paese in festa, una donna sacrificata, una comunità che si assolve. Tra maschere, musica e teatro visionario, la tournée arriva anche nel carcere di Genova Marassi

ALT SEO: Scena di Mercoledì delle Ceneri di Valentina Esposito, con un'interprete dai capelli rossi e una struttura metallica sullo sfondo. Foto di Ilaria Giorgi - di Alessia de Antoniis
Mercoledì delle Ceneri, scritto e diretto da Valentina Esposito, con Fort Apache Cinema Teatro. Foto Ilaria Giorgi
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Alessia de Antoniis Modifica articolo

2 Novembre 2026 - 18.50


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di Alessia de Antoniis

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Nel codice non scritto del carcere, chi commette violenza sulle donne è considerato un infame. Una condanna che gli uomini di Fort Apache conoscono bene. Eppure, quando Valentina Esposito ha chiesto loro di interpretare stupratori, aggressori e complici della violenza, hanno accettato. Non per dare voce ai carnefici, ma per mettersi dalla parte delle vittime. Per attraversare, sul palcoscenico, una cultura fatta di possesso, sopraffazione e vendetta, e provare a smontarla dall’interno.

È da questo paradosso che prende forza Mercoledì delle Ceneri, lo spettacolo scritto e diretto da Valentina Esposito, che dal 15 al 30 novembre 2026 torna in tournée nazionale con Fort Apache Cinema Teatro, la compagnia che ha fatto del teatro una professione e una possibilità concreta di ricostruzione della propria identità per persone provenienti dall’esperienza della detenzione.

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Quattro città, da Velletri a Soverato, da Genova a Narni, nel mese dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne. Ma chi si aspetta una rappresentazione edificante, costruita per suscitare indignazione e raccogliere consensi, incontrerà qualcosa di molto diverso: una festa popolare, un Carnevale sfrenato, maschere inquietanti, musica, danze, fantocci. E una comunità che ride, canta, celebra. Mentre una donna viene consegnata al sacrificio.

Siamo in un paese di provincia, tra il martedì grasso e il mercoledì delle ceneri. I carri attraversano le strade, la gente balla, le maschere confondono i volti. È il tempo in cui tutto sembra concesso, prima che la Quaresima riporti ordine e pentimento.

Ma sotto l’allegria si nasconde un delitto: un fatto di violenza che ha macchiato la storia del paese e che la comunità preferisce trasformare in leggenda, in devozione, in rito.

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La pupazza carnevalesca, figura femminile offerta agli sguardi e alle danze prima di essere bruciata, diventa il simbolo di un meccanismo tanto crudele quanto familiare: la donna prima desiderata, poi posseduta, infine distrutta. E dopo la morte, magari santificata.

È uno dei cortocircuiti più sorprendenti della drammaturgia di Esposito, perché la venerazione può nascondere la stessa negazione dell’identità che si manifesta nella violenza. La donna diventa icona, martire, oggetto di culto. Il suo assassino, invece, può scomparire dalla memoria.

Non è una storia confinata nel passato: è il modo in cui una cultura continua a tramandare la propria idea del femminile, attraverso fiabe, filastrocche, devozioni, proverbi, gesti apparentemente innocenti. Il carnefice può essere uno, ma perché il rito si ripeta serve un paese intero.

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Nato da un percorso laboratoriale al Teatro Ateneo della Sapienza e presentato in anteprima assoluta al Teatro Biblioteca Quarticciolo nel novembre 2024, Mercoledì delle Ceneri ha attraversato successive trasformazioni, conservando al centro della propria drammaturgia la responsabilità di una comunità che assiste alla violenza, la giustifica o sceglie di non riconoscerla.

Esposito costruisce un universo nel quale il linguaggio del teatro popolare incontra il grottesco e la deformazione visionaria. I costumi di Mari Caselli, le inquietanti teste in lattice dei Gemelli Magrì, i fantocci e le musiche originali di Luca Novelli, dei Mokadelic, concorrono a creare un immaginario in cui la festa può trasformarsi in incubo.

A inquietare non è tanto l’apparizione del mostro, quanto la scoperta della sua assoluta familiarità. Perché le maschere non servono soltanto a nascondere chi le indossa: consentono di essere ciò che, a volto scoperto, non si avrebbe il coraggio di mostrare. Il grottesco non allontana dalla realtà, la avvicina fino a renderla scomoda. E il Carnevale diventa uno specchio nel quale lo spettatore potrebbe riconoscere qualcosa di sé.

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C’è una data che rende questa tournée particolarmente significativa: il 27 novembre, al Teatro dell’Arca di Genova, uno spazio realizzato all’interno della Casa circondariale di Marassi, con due accessi distinti, uno per le persone detenute e l’altro per il pubblico esterno. Nel pomeriggio lo spettacolo sarà rappresentato davanti alla popolazione reclusa, la sera, davanti agli spettatori che arriveranno dalla città. Per una compagnia come Fort Apache significa riportare il teatro all’interno di un istituto penitenziario, là dove affonda le radici una parte essenziale della sua ricerca artistica.

La tournée incontrerà anche gli studenti: il 16 novembre a Velletri e il 30 novembre a Narni sono previste rappresentazioni dedicate alle scuole, seguite da un confronto con il cast. Le date della tournée 2026

15 e 16 novembre – Teatro Artemisio, Velletri (il 16 incontro con le scuole).

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22 novembre – Teatro del Grillo, Soverato (doppia replica).

27 novembre – Teatro dell’Arca, Genova, Casa circondariale di Marassi (pomeridiana per le persone detenute e serale per il pubblico esterno).

29 e 30 novembre – Teatro Manini, Narni (il 30 incontro con le scuole).

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Mercoledì delle Ceneri è scritto e diretto da Valentina Esposito, con Alessandro Bernardini, Fabio Camassa, Matteo Cateni, Chiara Cavalieri, Christian Cavorso, Viola Centi, Massimiliano De Rossi, Roberto Fiorentino, Sofia Iacuitto, Gabriella Indolfi, Giulio Maroncelli, Giancarlo Porcacchia, Cristina Vagnoli e Camila Urbano.

Aiuto regia Bruno Mello Castanho, costumi Mari Caselli, assistente costumista Costanza Solaro del Borgo, fantocci Mari Caselli e Costanza Solaro del Borgo, teste in lattice Gemelli Magrì, pupazza Edoardo Timmi, luci Alessio Pascale, musiche Luca Novelli.

Produzione: Fort Apache Cinema Teatro, in coproduzione con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, con il patrocinio della Fondazione Una Nessuna Centomila e il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio.

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Durata: 90 minuti

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