di Alessia de Antoniis
Dal red carpet alla filiera produttiva. Roma Lazio in Serie, il nuovo progetto promosso dalla Regione Lazio con la Fondazione Roma Lazio Film Commission, debutterà dal 14 al 25 ottobre con l’ambizione dichiarata di non esaurirsi nei giorni della Festa del Cinema.
Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’amministratrice delegata della Fondazione Roma Lazio Film Commission Lorenza Lei e Steve Della Casa, che cura la programmazione. L’idea è mettere insieme due livelli che raramente vengono raccontati nello stesso spazio: quello visibile della serialità – cast, autori, anteprime, podcast, reunion – e quello che la rende possibile, fatto di sviluppo, produzione, distribuzione, formazione e accesso ai mercati.
«Oltre venti produzioni seriali sono state girate nel Lazio quest’anno», ha ricordato Lorenza Lei, indicando nella serialità uno dei comparti sui quali la Regione intende consolidare il proprio ruolo.
La prospettiva, almeno nelle intenzioni, non è quella di costruire un altro contenitore festivaliero: «Sono primi passi che non si risolvono soltanto durante questo anno», ha spiegato Lei. La Film Commission parla infatti di un network permanente di sostegno, promozione, formazione e coordinamento fra i diversi soggetti della filiera.
Il terreno più concreto è probabilmente quello del mercato. In collaborazione con il MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo nasce Market Insight, che prevede incontri B2B destinati a favorire le coproduzioni e un appuntamento con CineRegio, il network europeo dei fondi regionali per l’audiovisivo. Alla conferenza è stata annunciata la presenza di rappresentanti di 35 fondi europei; tra gli ospiti anche la produttrice Jane Tranter, legata a serie come Succession, The Night Of e Doctor Who.
Il programma pubblico è molto ampio. Con la Festa del Cinema nasce Visioni Seriali, che comprende titoli come Marvel Vision Quest, Cagnàz, Livatino – Il giudice e i suoi assassini, Radici, Melania Rea – Oltre il caso, ChiaroScuro, 177 giorni. Il rapimento di Farouk, La famiglia Panini – L’avventura delle figurine, All’s Fair, Memoriae e Il milanese. Con Alice nella Città arrivano invece Una piccola formalità, Nord Sud Ovest Est, LOL Halloween Special, La promessa di Patrizio, Strade Maestre e la seconda stagione di Stucky.
Ci saranno inoltre reunion dedicate a serie che hanno segnato stagioni diverse della televisione italiana: da Tutti pazzi per amore a SKAM Italia e Romanzo Criminale. E ancora incontri con attori, registi, sceneggiatori e produttori. Tra i nomi annunciati Christian De Sica, Barbara Ronchi, Claudia Gerini, Marco Giallini, Fabrizio Gifuni, Pappi Corsicato, Enrico Vanzina, Giacomo Ciarrapico, Verdiana Bixio e Riccardo Tozzi.
Per Steve Della Casa le serie cambiano «destinazione», modalità produttive e concept con una velocità che rende difficile persino fissarne i confini. Da qui l’idea di costruire una sorta di storia orale della serialità, mettendo in relazione passato, presente e futuro.
Riccardo Tozzi, intervenendo nel corso della presentazione, ha definito la serialità come il luogo in cui oggi sopravvive qualcosa della funzione svolta dal grande romanzo del Novecento.
Ma è stato Rocca a riportare il discorso sulla dimensione economica. Secondo il presidente, circa il 30 per cento delle imprese coinvolte nel settore ha sede nel Lazio. Dietro programmi e protagonisti, ha sottolineato, «c’è un mondo fatto di tantissime persone che lavorano in questo settore e che deve essere valorizzato, tutelato e protetto dalla Regione». L’audiovisivo, ha aggiunto, è «un comparto economico fondamentale».
Il dato nazionale dà la misura del settore: secondo il 7° Rapporto APA, richiamato dalla Film Commission, nel 2024 l’industria audiovisiva italiana valeva 16,3 miliardi di euro e occupava oltre 124 mila professionisti.
Rocca ha richiamato anche il versante della formazione, ricordando il passaggio della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté e di Officina Pasolini sotto la responsabilità della Roma Lazio Film Commission, come parte di una strategia rivolta alle nuove generazioni e alle professionalità dell’audiovisivo.
Resta però una domanda: quando si parla di “tutelare” chi lavora nell’audiovisivo, a quali strumenti concreti ci si riferisce?
Qual è oggi il problema più urgente dei lavoratori dell’audiovisivo nel Lazio su cui la Regione può concretamente intervenire?
Credo – risponde Rocca – che il tema più urgente sia sostenere le produzioni e fare in modo che cresca l’attrattività della nostra Regione, che è già molto alta, ma spero che questo focus contribuisca a mantenere alta l’attenzione. Eventi come questo, insieme alla Festa del Cinema, con un momento dedicato alla serialità e alla capacità della Regione e del suo sistema, della sua filiera, di sostenere le produzioni, sono un modo per aiutare chi lavora in questo ambito.
Quali sono gli indicatori con cui misurate il ritorno degli investimenti sul territorio, oltre al numero delle produzioni?
Sono il valore e la crescita delle imprese che ruotano intorno a questo settore, la crescita economica e quella degli occupati all’interno del comparto. Questi sono gli indicatori che a me interessano di più.
E la stabilità dell’occupazione?
La stabilità dell’occupazione è sempre stata un tema quando si parla di produzioni televisive e cinematografiche, perché è un mondo fortemente competitivo. Il posto fisso, all’interno di queste dimensioni, si riduce a specifiche professionalità. Il tema è la stabilità e la crescita economica, perché le persone possano avere la garanzia che questo è un territorio capace di sostenere la filiera, di farla crescere e che investe su questo lavoro.
