Dario Fo torna sul palco con San Francesco e con la voce di Mario Pirovano

Mario Pirovano, allievo e interprete del premio Nobel, porta in scena a Lecco e Sovere due spettacoli dedicati al Santo di Assisi.

Dario Fo torna sul palco con San Francesco e con la voce di Mario Pirovano
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10 Settembre 2026 - 22.16 Culture


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Alcune voci continuano a parlare anche quando chi le ha pronunciate non c’è più. È il caso di Dario Fo, che tornerà sul palco attraverso Mario Pirovano, suo allievo e interprete del suo teatro, in due appuntamenti dedicati a San Francesco.

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Il primo sarà l’11 settembre, alle 21, nel chiostro dei Cappuccini di Pescarenico, a Lecco. Qui Pirovano porterà in scena Lu Santo Jullare Francesco di Dario Fo e Franca Rame, nell’ambito di MedFest 2026. Il 13 settembre sarà invece la volta di Sovere, in provincia di Bergamo, dove alle 21, nel Santuario della Madonna della Torre, andrà in scena Francesco Giullare di Dio.

Due spettacoli, due luoghi e un anno che lega le storie dei due protagonisti: nel 2026 ricorrono infatti gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, ma anche i dieci anni dalla scomparsa di Dario Fo.

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E per Pirovano il ritorno a Lecco assume un significato particolare: “Portare Lu Santo Jullare Francesco proprio qui, nel luogo dei Cappuccini di fra Cristoforo, ha per me un significato speciale” sottolinea Pirovano, “è come se la storia di Francesco, che nei secoli ha continuato a parlare attraverso i suoi frati, la letteratura e il teatro, tornasse per una sera nel luogo giusto per essere ascoltata”.

Non è, del resto, il Francesco più distante e immobile dell’iconografia tradizionale quello che Fo ha scelto di raccontare, è un uomo libero, capace di parlare alla gente e di confrontarsi con il potere. “Dario Fo ha saputo restituirci un Francesco lontano dalle immagini convenzionali: un uomo libero, capace di parlare alla gente, di sfidare il potere e di cercare sempre l’incontro”, racconta Pirovano.

A Sovere cambia il luogo, ma non il filo che unisce le due serate. Il Santuario della Madonna della Torre offrirà uno spazio più raccolto, quasi un piccolo guscio attorno alla parola e al teatro; ed è proprio da qui che nasce quello che Pirovano definisce “l’azzardo dell’incanto”.

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“Un azzardo portare uno spettacolo come Francesco Giullare di Dio in un luogo così raccolto e prezioso come il Santuario della Madonna della Torre” spiega, “Ma è proprio questo azzardo che può trasformarsi in incanto. Saremo dentro un guscio, con la possibilità di aprire le ali attraverso la parola di Francesco e il teatro di Dario Fo”.

Ed è questo il punto d’incontro tra i due appuntamenti: riportare una voce di otto secoli fa attraverso quella di un autore scomparso dieci anni fa e, ancora oggi, attraverso il suo allievo. Francesco cambia epoca, Fo cambia palco, Pirovano continua a prestargli la voce, e il teatro fa il resto.

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