di Alessia de Antoniis
Guardare, oggi, è diventato quasi un riflesso incondizionato. Si guarda tutto, si trattiene poco. Le immagini passano davanti agli occhi con la velocità di una superficie liquida: fotografie, corpi, paesaggi, frammenti, visioni, prove di realtà e di artificio. Ma quanto la fotografia riesce ancora a fermarci davvero davanti a un’immagine?
Dal 27 giugno al 18 luglio 2026, Bergamo ospita Eyes Wide Shot #3, la collettiva fotografica che torna per la sua terza edizione negli spazi di Sofi Gallery.
Il progetto nasce da una scelta semplice e rischiosa insieme: nessun tema imposto, nessun perimetro narrativo già definito, nessuna cornice dentro cui obbligare gli autori a riconoscersi. Una open call aperta a fotografi emergenti e professionisti, costruita sull’idea che la fotografia contemporanea possa essere osservata nella sua pluralità, senza essere immediatamente ricondotta a una formula curatoriale esplicitata.
È una libertà che ha il pregio dell’apertura e il rischio della dispersione. Perché l’assenza di un tema può liberare identità, linguaggi e traiettorie molto diverse: dal documento all’astrazione, dal paesaggio alla ricerca sul corpo, dalla memoria alla manipolazione dell’immagine. Ma può anche trasformare una collettiva in una semplice sommatoria di lavori. Il punto più interessante della mostra sta proprio qui: nella scommessa di fare della dissonanza non un limite, ma un metodo.
A rafforzare questa direzione è anche la dimensione critica prevista durante l’inaugurazione, con la presenza del fotografo Enzo Crispino, chiamato ad accompagnare il pubblico in una lettura dei lavori esposti. In un tempo in cui l’immagine viene spesso consumata più che guardata, la scelta di introdurre una mediazione dello sguardo significa restituire alla fotografia una durata, un tempo di attraversamento, una possibilità di discorso.
Gli artisti presenti in mostra sono oltre trenta: Aldo Luigi Gaddi, Andrea Crupi, Annalisa Ruggiero, Antonio Milesi, Antonio Saba, Arturo Infante, Catia Montagna, Cecilia Finotti, Ezio Ranaldi, Fabrizio Passera, Francesco Majo, Francesco Pavia, Gabriele Gentile, Giulia Efisi, Giuseppe Persia, Luca Faverio, Luca Martino, Lucia Mondini, Massimo Mantovani, Max Falsetta Spina, Michela Goretti, Nicola Bertoglio, Nicolò Orsi Battaglini, Paola Chiappini, Paolo Cristiani, Pietro Sacchini, Roberto Rossi, Salva Nebot, Savina Foresti, Sigitas Baltramaitis, Sofia Foti, Vincenzo D’Alessandro, Yuri Amendola Frau.
A tenere insieme questa pluralità non è un tema, ma una domanda implicita: che cosa può essere oggi una fotografia? Testimonianza, documento, immagine intima, frammento poetico, esercizio formale, composizione digitale, oggetto, superficie sensibile. Eyes Wide Shot #3 sembra non scegliere una risposta univoca, e forse è proprio questa la sua posizione più contemporanea.
Tra le presenze più riconoscibili in mostra c’è Max Falsetta Spina, che con Serie Ny porta dentro la collettiva una ricerca collocata su una soglia particolare: quella in cui la fotografia smette di essere soltanto superficie e diventa struttura. La sua fotografia parametrica lavora sul passaggio dal bidimensionale al tridimensionale, trasformando lo scatto in una forma piegata, riflessa, quasi scultorea: non più immagine da osservare frontalmente, ma organismo visivo che cambia rapporto con lo spazio e con chi guarda.
È una delle tensioni più fertili della mostra: se molte opere in esposizione lavorano ancora sulla potenza del frammento, del paesaggio, del corpo o della memoria, la sua ricerca spinge la fotografia verso un’altra possibilità, quella dell’immagine-oggetto, che non si limita a rappresentare, ma costruisce una presenza fisica, instabile, quasi abitabile dallo sguardo. Uno degli snodi più interessanti di una collettiva che trova senso non nell’uniformità, ma nella convivenza, a tratti dissonante, di pratiche diverse.
Sofi Gallery, spazio espositivo di arte contemporanea gestito da RT Holding – Consulting Art Srl, ha inaugurato nel settembre 2025 una nuova sede di 350 metri quadrati, pensata per ampliare l’offerta culturale attraverso mostre, eventi e incontri dedicati alla ricerca e alla sperimentazione artistica. In questo contesto, Eyes Wide Shot #3 si inserisce in una tendenza sempre più evidente nelle realtà indipendenti italiane: costruire luoghi accessibili di confronto tra autori, pubblico e critica, senza rinunciare alla complessità.
La sfida resta quella dichiarata dal progetto stesso: trasformare la pluralità delle voci in un’esperienza coerente, evitando che l’apertura diventi indistinzione. Ma se la fotografia contemporanea è davvero un territorio instabile, attraversato da linguaggi e pratiche che non sempre chiedono di essere pacificati, allora una mostra come Eyes Wide Shot #3 può funzionare proprio accettando il rischio del frammento. Non per ricomporlo a forza, ma per lasciarlo parlare.
E forse è questo il senso più attuale dell’operazione: non chiedere alla fotografia di dimostrare ancora la propria fedeltà al reale, ma osservarla mentre cambia stato. Immagine, memoria, superficie, oggetto, traccia, costruzione. Tutto insieme, senza tema. Che è un azzardo, certo. Ma anche una forma onesta per raccontare un linguaggio che da tempo ha smesso di stare fermo.
Eyes Wide Shot #3
Mostra collettiva fotografica
27 giugno – 18 luglio 2026
Opening: sabato 27 giugno, ore 19.00
Sofi Gallery
Via Tremana 11B, Bergamo
Lunedì–venerdì, 10.30–19.00
Ingresso gratuito
Info: info@sofigallery.com
