Come ogni anno, poco prima dell’inizio del Festival di Sanremo, cresce esponenzialmente l’attesa da parte di tutti gli amanti della musica e non solo. Proprio per questo, ogni notizia che riguarda la conduzione e la direzione artistica ha un importante eco e finisce rapidamente al centro del dibattito mediatico. Negli ultimi giorni, le dichiarazioni di Carlo Conti hanno acceso i riflettori sul futuro della kermesse, soprattutto in vista del 2027. Il conduttore toscano ha infatti chiarito che il suo percorso all’Ariston è destinato a chiudersi con l’edizione 2026, lasciando spazio a un inevitabile cambio di testimone. Una prospettiva che apre scenari interessanti e alimenta le ipotesi su chi potrebbe raccogliere un’eredità così ingombrante.
Sanremo 2026 sarà l’ultimo per Carlo Conti
Dal 24 al 28 febbraio 2026 Carlo Conti guiderà il Festival per l’ultima volta. Lo ha dichiarato apertamente durante la sua partecipazione al podcast “Pezzi – Dentro la musica”, spiegando di non prendere nemmeno in considerazione l’idea di restare anche nel 2027. Le sue parole in tal senso sono state piuttosto: “Intanto facciamo questo, ma spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, più giovane, aitante e belloccio”.
Quella del 2026 è la seconda edizione del Festival consecutiva condotta da Conti, la quinta in assoluto. Il programma come al solito si articola su 5 serate, con quella che è la stessa struttura delle edizioni precedenti. Ovviamente non mancano rumors e indiscrezioni sui potenziali vincitori, sugli artisti con maggiori chance di successo sul palco dell’Ariston. Secondo pronostici e scommesse di Sanremo 2026 ad avere buone chance di arrivare in alto in classifica sono Serena Brancale, la coppia formata da Fedez e Masini, ma anche Sayf e Tommaso Paradiso.
Al di là delle previsioni e delle attese legate alla gara, questa edizione avrà anche un forte valore simbolico, perché rappresenterà la chiusura di un ciclo recente della storia del Festival, e proverà ad andare oltre la semplice competizione musicale. È già stato annunciato che l’edizione 2026 sarà caratterizzata da importanti momenti celebrativi dedicati a figure che hanno segnato la storia dello spettacolo italiano, a partire da Pippo Baudo, passando per Ornella Vanoni, Tony Dallara e Sandro Giacobbe. Un modo per sottolineare il legame tra il presente del Festival e la sua lunga tradizione. Non manca poi un tocco più personale: tra i desideri di Conti c’è quello di riuscire a portare Vasco Rossi sul palco dell’Ariston, un obiettivo ambizioso che, se realizzato, renderebbe ancora più significativa la sua ultima conduzione.
Il possibile successore
Se sul ruolo di Carlo Conti per il 2027 non sembrano esserci più dubbi, il vero interrogativo riguarda chi prenderà il suo posto. A riaccendere il dibattito è stato lo stesso conduttore, che con una battuta ha detto di sperare che il prossimo anno ci sia “qualcun altro, più giovane, aitante e belloccio”. Un’uscita ironica che molti hanno interpretato come un riferimento piuttosto trasparente a Stefano De Martino, che da qualche tempo si è imposto come uno dei volti di punta della Rai.
Negli ultimi anni De Martino ha conquistato credibilità nel mondo dell’intrattenimento televisivo e soprattutto simpatia nel pubblico, in particolare con la conduzione di Affari tuoi. È proprio questo profilo, più fresco e generazionale, che sembra adattarsi bene all’idea di un Festival chiamato a rinnovarsi senza perdere la propria identità. Naturalmente, al momento non esistono conferme ufficiali e la scelta finale spetterà ai vertici Rai, che dovranno valutare con attenzione quale figura sia più adatta a raccogliere un’eredità così pesante. Quel che è certo è che l’uscita di scena di Carlo Conti apre una nuova fase per il Festival, e già oggi il dibattito su chi ne sarà il volto nel 2027 dimostra quanto il futuro dell’Ariston continui a essere un tema centrale nel panorama mediatico italiano.
