Patrick Zaki a Tivoli è stato il vento di pace di cui avevamo bisogno

Patrick Zaki ha visitato Tivoli nella giornata di ieri, ricevuto dal Sindaco Proietti e accolto dall’affetto della cittadinanza, prima di presentare in una Chiesa dell’Annunziata gremita il suo primo libro “Sogni e illusioni di libertà. La mia Storia"

Patrick Zaki a Tivoli è stato il vento di pace di cui avevamo bisogno
Gabriele Simonelli dell'Anpi, Patrick Zaki con l'interprete e Gianni Cipriani
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26 Gennaio 2024 - 10.45


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di Edoardo Conte

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“Viva la libertà!” – con queste parole incisive, Patrick Zaki, l’attivista egiziano imprigionato ingiustamente per 2 anni e solo da pochi mesi di nuovo libero, inizia così le dediche sui libri che ha lasciato dietro di sé. Non una semplice formalità, ma un grido di speranza e un appello alla libertà che risuona attraverso le pagine di ogni volume tra le mani dei cittadini di Tivoli che hanno scelto di conoscerlo e abbracciarlo.

Aver avuto l’occasione di poter ascoltare la testimonianza di Patrick e conoscere il suo attivismo è per i cittadini e le cittadine di Tivoli un grande privilegio. A testimonianza di ciò più di 100 persone hanno partecipato alla presentazione del libro e durante tutta la giornata trascorsa in città da Patrick (che ha pranzato e cenato in due noti locali Tiburtini e visitato Villa D’Este) altrettante lo hanno salutato, abbracciato e ringraziato per tutto ciò che fa, ma che soprattutto rappresenta. Secondo lui Tivoli è “un museo a cielo aperto” e qui si è sentito “come fossi a casa”

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“La pace va coltivata”, dice Patrick, e iniziative come quella di ieri non possono che essere il terreno più fertile dal quale partire. Se in tutto il mondo sembra correre sempre più la cultura (e coltura) dell’odio, giornate così non possono che tracciare un percorso chiaro e distinto: quello della vera ricerca della pace e del rispetto dei diritti umani di tutte e tutti. 

L’iniziativa è stata fortemente voluta e organizzata da Gianni Cipriani, fondatore di Globalist, che da circa un anno sta lavorando ad un progetto che dia a Tivoli una visibilità internazionale e sta dando una mano per dare alla città una differente prospettiva lavorando con le associazioni culturali e di impegno civico e i tanti cittadini che già adesso operano con efficacia sul territorio. L’obiettivo è quello di unire le forze, tessera una rete di contatti e di scambi talché tutti insieme si possa progredire e fare un salto di qualità.

La storia di Tivoli, con la sua ricca eredità culturale e la sua tradizione di convivenza armoniosa, dimostra ancora (e soprattutto) oggi di essere una città naturalmente predisposta per la promozione della pace e della tolleranza, grazie ad una comunità dinamica e diversificata.

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Contraddistinta, come detto, da una forte presenza di organizzazioni, come ad esempio l’ANPI e il Circolo Piero Gobetti che sono stati, insieme a Globalist, tra i promotori dell’incontro di ieri con Patrick Zaki e alle altre associazioni presenti al pari di tanti insegnanti che stanno portando un valore aggiunto. 

Queste risorse locali possono essere fondamentali nel facilitare il dialogo e la collaborazione tra i diversi attori interessati alla costruzione di una cultura di pace e non violenza. E mentre Patrick continua il suo cammino, le sue dediche sui libri rimangono come testimoni di una lotta che non si ferma mai, e come promesse di un futuro in cui la libertà, la pace e la dignità umana saranno garantite per tutti, ovunque.

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