Marisa Laurito in scena: l'emozionante omaggio a Raffaele Viviani

Suggestivo omaggio a Raffaele Viviani al Teatro Trianon, trasporto emozionale con l'arte teatrale di Marisa Laurito nel cuore di Napoli.

Marisa Laurito in scena: l'emozionante omaggio a Raffaele Viviani
Marisa Laurito
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Tiziana Buccico Modifica articolo

13 Gennaio 2024 - 01.40


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Una donna straordinaria, un vulcano che produce vita, entusiasmo, una contagiosa voglia di fare e di combattere per idee nuove, per ideali, per i diritti, un’artista che alimenta il suo lavoro con la passione, con grande professionalità e con la vitalità di chi vive con slancio e generosità, senza mai mollare, è lei Marisa Laurito.

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Ascoltarla raccontarsi, cantare, recitare è magia, è coinvolgente ascoltare la sua voce, un’inflessione partenopea che è pura melodia, come un testo antico seguendo le regole della metrica. Marisa Laurito è un fenomeno di quell’arte che pervade l’anima di una persona sino a renderla unica e inimitabile. Oggi la Laurito è attrice, cantante, pittrice, autrice, ma è anche una direttrice artistica, una scopritrice di talenti, una donna che ha deciso di impegnarsi in prima persona per i diritti e per la pace.

Per raccontarla forse sarebbe molto interessante dedicarle un libro, un racconto costellato di immagini, audio e video, ci provo con un articolo che cerchi di narrare le tante passioni e un po’ della sua vita. Marisa, sin da bambina, ha un’insegnante inconsapevole, un esempio da seguire in casa, una madre che ama l’arte, la musica, che dipinge, che suona il pianoforte, che le permette di vivere circondata dall’arte, in piena libertà dando spazio ai suoi talenti. Segue quel solco materno e la ricorda come la sua musa, ma poi c’è la gavetta, quella che mi racconta con piacere:” Oggi, la gavetta, non esiste più o comunque non si può definire tale”. La grande famiglia teatrale di Eduardo De Filippo la accoglie e diventa la sua casa, dove un grande Maestro insegna alla sua compagnia non solo con i testi e i copioni ma con il suo esempio sul palcoscenico. Un laboratorio in cui tutti sono parte di un insieme.E così narra la Laurito: “Anche quando avevo solo tre battute nel primo atto, arrivavo la mattina e andavo via la sera, perché tutti, nessuno escluso doveva partecipare alle prove di tutto lo spettacolo. Una scuola umana e teatrale, seduti in silenzio assistevamo a tutte le prove. Non potrò mai dimenticarlo! Eduardo ci insegnava a recitare con il suo esempio, ci ha insegnato la disciplina, l’amore per il teatro, la condivisione. Un grande Maestro, uno dei più grandi autori del Novecento, che ogni giorno con la sua presenza ci trasmetteva amore per il palcoscenico, per la drammaturgia, per la recitazione. Ricordo ancora, cosa che oggi accade di rado, che dietro le quinte si camminava in punta di piedi per non disturbare, per non distrarre, che gli orari erano importanti e la disciplina era fondante nel nostro lavoro. A teatro non si respirava, si stava in rispettoso silenzio”. Una carriera ricca la sua, molto ecclettica, tra teatro, cinema, televisione, un continuo sperimentare e trovare luoghi, tempi e modi per far uscire fuori quel fuoco sacro, che nomina spesso, che oggi come sempre la vede molto presente e protagonista nel mondo dello spettacolo. 

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In questo momento calca il palcoscenico del Teatro Troisi a Napoli, con uno spettacolo ‘performativo’, in coppia con Enzo Gragnaniello, che la Laurito definisce “un poeta della canzone”, un artista con cui condivide luoghi, cultura e origini,ma anche una piena empatia umana. Il titolo dello spettacolo è tratto da una delle canzoni di Gragnaniello “VASAME – L’amore è Rivoluzionario”, si mette in scena l’urgenza di amare, amare non solo inteso come sentimento tra due persone, ma anche in maniera universale, l’amore che dovrebbe pervadere il mondo. “E’ uno spettacolo performativo, che racconta lo stato dell’arte – spiega la Laurito– Gragnaniello canta le sue bellissime canzoni e mentre lo fa io dipingo un quadro, seguendo i tempi delle sue interpretazioni e della musica, ogni sera a fine spettacolo completo un’opera. La pittura è una mia passione sin da giovane, per anni è stato anche un lavoro ed è uno dei ricordi più intensi che conservo di mia madre. Nello spettacolo, oltre a dipingere recito e canto. Oggi parlare di amore con ciò che accade nel mondo è diventato quasi un atto rivoluzionario. Al pubblico piace molto questa formula, affrontare temi importanti e far riflettere seppur con ironia e leggerezza. In primavera gireremo l’Italia e faremo tappa anche al Teatro Quirino di Roma”. 

Ma sempre a Napoli, Marisa Laurito è direttrice artistica del Teatro Trianon, un teatro storico napoletano, nel cuore antico della città, teatro dedicato alla Canzone napoletana, un progetto realizzato con caparbietà dall’artista partenopea. La grande tradizione della Canzone napoletana, un’altra eccellenza del capoluogo partenopeo, uno dei prodotti più antichi e famosi di quel Made in Italy a cui oggi è intitolato anche un dicastero. La canzone napoletana ha anche avuto il merito di rafforzare la convinzione che il dialetto napoletano è una lingua, un veicolo di italianità e di cultura, che oggi prosegue con il filone dei cantautori e rapper napoletani. Marisa Laurito “conduce” il Trianon e lo fa con immenso impegno e slancio e così dichiara parlando di questa nuova esperienza:” All’inizio ero un po’ spaventata da questo nuovo ruolo, ma è bastato poco per rendere questa esperienza “elettrizzante”. Si, proprio elettrizzante è il termine più calzante, mi piace poter scoprire nuovi talenti, aiutare giovani emergenti, e impegnarmi per il successo e la crescita di altre presone.  È un modo che ho anche per essere sempre sul pezzo, aggiornata e informata sulle nuove tendenze, curiosando e svelando forme artistiche contemporanee. Il Trianon ha un cartellone straordinario: spettacoli teatrali, concerti, commedie musicali, stand up comedy e molto altro, un contenitore che varia dal repertorio classico con radici profonde, alle nuove forme di spettacolo e al nuovo cantautorato. Abbiamo appena riconfermato come sempre accade, il grande successo della “Cantata dei Pastori” di Peppe Barra, ormai un appuntamento cardine della nostra programmazione”.

Dal 5 gennaio, al Trianon si è aperta la rassegna del mese di gennaio dedicata al grande autore, poeta e scrittore Raffaele Viviani con il dittico di atti unici “‘O cafè ‘e notte e ghiuorno” (Caffè di notte e giorno) e “‘Nterr’ ‘a ‘Mmaculatella” (Scalo marittimo). Presentato in anteprima di stagione l’anno scorso, terzo capitolo del progetto Viviani per strada, ideato e diretto da Nello Mascia e prodotto dal Trianon. “Abbiamo deciso di dedicare nel cartellone un mese ad un autore – ci racconta con entusiasmo Marisa Laurito – Il grande Raffaele Viviani, interpretato da un attore come Nello Mascia. Due atti unici molto significativi, che racchiudono in sé la comicità e una grande tragedia esistenziale, narrata con tutta la fantasia e l’autoironia del popolo napoletano e dello stesso Viviani. Temi importanti come quello dell’immigrazione. Un tema attualissimo che viviamo, oggi attraverso “gli altri “e che rigettiamo come un problema non nostro, mentre in passato proprio il popolo napoletano fu protagonista di grandi esodi migratori, che Viviani racconta in un perfetto mix di comicità e tragedia”. La rassegna su Viviani proseguirà con “Sottovoce”, per la regia di Ernesto Lama, chiuderà questo ciclo “La musica dei ciechi”, progetto e regia di Gigi Di Luca.

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Sempre in programmazione al Trianon il progetto “Il mondo fa tappa a Napoli”, una rassegna che unirà le voci di cantanti partenopei e grandi voci famose nel mondo e in Italia: Noa, Vinicio Capossela, Nicola Piovani, Pietra Montecorvino, gli Osanna, Toquinho e molti altri, tutti spettacoli da non perdere.

Sono curiosa di sapere dalla Laurito un suo parere sul ritorno del pubblico a teatro. “Il pubblico è ritornato! – afferma – Ma posso aggiungere che in passato la platea era composta da un pubblico che veniva anche solo per curiosità. Attualmente si fa il tutto esaurito con nomi famosi, con un cartellone con attori con una fama consolidata. Probabilmente dipende anche da una nuova economia delle famiglie, noi, ci tengo a precisarlo, abbiamo prezzi davvero contenuti e lo facciamo cercando di avvicinare il pubblico. Spettacoli dedicati ai giovani, come la ‘stand up comedy’ hanno un grande successo. Forse fa parte anche di come viene divulgata la passione per il teatro, troppi interessi economici e pochi stimoli ed impegno nel portare il teatro nelle scuole e le scuole a teatro, dovrebbe essere una materia visto che riguarda diverse discipline scolastiche, il teatro è un luogo di crescita e di confronto”. 

Dopo il teatro, la direzione artistica, la poliedrica Marisa Laurito torna a recitare nella fiction Rai “Nina Settembre” e parteciperà al format con Alessandro Borghese “Celebrity Chef”. Un continuo cambiare genere, sfide continue e consigli per i più giovani e per chi si avvicina al mondo dello spettacolo: “Sacrificio, lavoro e gavetta, servono per imparare, per essere pronti quando arriva il successo, occorre avere le spalle forti perché è un mondo complicato e pensare solo di avere fortuna, non è il mio consiglio. È vero oggi ci sono grandi professionisti, ma forse ci sono un numero minore di Maestri, e molti giovani credono che il successo sia qualcosa facile da mantenere ma non è così, occorre studiare, crescere e imparare. In passato recitare ed interpretare richiedeva una grande complessità e tante sfumature per le varie chiavi di lettura, oggi il mondo televisivo con le fiction, punta alla semplicità, a far indentificare il pubblico con i personaggi. Io che sono cresciuta con Eduardo De Filippo, recitando grandi autori, sono abituata a molte letture drammaturgiche, ad una complessità dei personaggi. Anche lavorare con Renzo Arbore mi ha insegnato che si può con uno spettacolo, un programma televisivo, avere letture diverse, piacere ad un pubblico colto e a un pubblico più popolare, in questo, Renzo, era senza dubbio un Maestro”.

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Potrei andare avanti per ore a farmi raccontare una vita intensa. Una vita che oggi l’artista Marisa Laurito dedica anche all’ impegno civile, come anche in passato, come aiutare i ragazzi di Nisida, ma che da qualche anno la vede in prima linea per dare voce alle donne iraniane, una missione in cui ci sta mettendo tutta se stessa. E da ottobre, è impegnata anche per la pace e il “cessate il fuoco” nel conflitto mediorientale. Moltissime le iniziative, gli appelli e gli eventi.” Come si può rimanere indifferenti a ciò che sta accadendo non lontano da noi, il dolore è vicino. Non posso che essere vicina alle donne che ogni giorno manifestano in Iran, che ogni giorno lottano con coraggio e determinazione. Non posso non pensare alle donne afghane oppresse dai talebani, e da qualche mese sono coinvolta in appelli per la pace e per un cessate il fuoco definitivo in Medioriente” – mi confessa con dolore e sincero coinvolgimento “non riesco a rimanere impassibile a quello che accade, sento di dovermi battere per la libertà ed i diritti. Lo farò sino a che avrò voce. Ho in programma eventi ed iniziative per sostenere queste battaglie”.

Mi colpisce una sua frase: “in questo mestiere occorre saltare i fossi per realizzare cose belle ed io lo ho sempre fatto, c’è poi chi non lo fa, ma io continuo a pensare che occorra farlo”.

A presto a teatro, in televisione, nelle piazze, nelle scuole ovunque Marisa Laurito possa prestare la sua voce, il suo pennello, la sua tela, la sua esperienza e la sua vitalità.

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