Dopo Dante il prode Sangiuliano tenta di arruolare a destra perfino Giuseppe Mazzini

Un convegno storico sul repubblicano che fu tra i protagonisti del Risorgimento. Destra alla ricerca delle analogie con Giorgia Meloni

Dopo Dante il prode Sangiuliano tenta di arruolare a destra perfino Giuseppe Mazzini
Giuseppe Mazzini
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19 Giugno 2023 - 12.57


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Dopo aver cercato di arruolare Dante ora i prodigiosi reazionari di Fratelli d’Italia cercano di compare il loro vuoto culturale e storico tentando di appropriari in maniera goffa a che ,’eredità di Giuseppe Mazzini che – a dire il vero – ha trascorso l’intera vita per costruire certamente l’Italia unità ma lontana anni luce dalle idee dei reazionari e oscurantisti di destra.

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E che hanno detto? “Giuseppe Mazzini è uno degli esponenti fondamentali del nostro Risorgimento, un padre della nazione. La sua vita è già di per sé un monumento perché è stata piena di esempi morali. Credo che la sua figura meriti di essere riscoperta soprattutto dalle giovani generazioni, perché Mazzini seppe prefigurare un’idea di nazione, entità culturale e letteraria, ma soprattutto religione civile, e un’idea di Europa che oggi ha grandissima attualità. Ha fatto bene il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a richiamare la nozione di Mazzini di “patria del cuore”, a proposito della famiglia e della nazione”.

Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, nel corso della giornata di studio dal titolo: “Giuseppe Mazzini nella storia d’Italia”, promossa oggi a Roma dal ministero in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.

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“Va colta la modernità di questo personaggio, il suo spirito repubblicano che è certamente il suo lascito più importante. Fare cultura significa riscoprire le origini attraverso personalità centrali nella costruzione della nostra identità”, ha aggiunto il ministro.

Ai lavori, moderati da Stefano Folli e introdotti da Alessandro Amorese, componente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera, e Alessandro Campi, commissario straordinario dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, sono intervenuti: Roberto Balzani, professore ordinario di storia contemporanea all’Università di Bologna (“La democrazia di Mazzini e la nostra”); Giovanni Belardelli, professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università di Perugia (“La nazione di Mazzini, oggi”); Francesco Carlesi, storico (“Lavoro e questione sociale in Mazzini”); Maria Pia Critelli, Responsabile del settore iconografico della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea (“Sull’iconografia mazziniana: tra storia e memoria”); Liviana Gazzetta, esponente della Società italiana delle storiche (“Mazzini e il femminismo mazziniano”); Michele Finelli, presidente dell’Associazione mazziniana italiana (“Mazzini dopo Mazzini. Gli usi politici di un padre della patria”); Giuseppe Monsagrati, professore ordinario di Storia del Risorgimento all’Università “La Sapienza” di Roma (“L’Edizione nazionale delle opere di Mazzini: una lunga storia”).

Il maestro Stefano Ragni, dell’Università per stranieri di Perugia, ha reso omaggio a Mazzini con la relazione-concerto “Mazzini e la musica, Mazzini in musica”.

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