''Il nome della rosa'' alla Scala di Milano

Filidei commissionerà il progetto. Pronta anche la versione francese

''Il nome della rosa'' alla Scala di Milano
il teatro Alla Scala
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20 Maggio 2023 - 18.35 Culture


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Il nome della rosa sarà alla Scala di Milano: l’opera, incentrata sul romanzo di Eco, andrà in scena il 27 aprile 2025; un evento reso possibile grazie alla collaborazione tra la Scala di Milano con il Carlo Felice di Genova, con l’Opéra di Parigi e con il sostegno della Siae. Il progetto, commissionato al compositore pisano Francesco Filidei, sarà diretto da Ingo Metzmacher, maestro noto in tutto il mondo, mentre la regia verrà affidata a Damiano Michieletto.

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“Questa è un’opera importantissima. Non vogliamo solo fare una bella serata, ma un evento”. Queste sono state le parole del sovrintendente milanese Dominique Meyer durante la presentazione. Per l’occasione, vista anche la partecipazione dell’Opéra, oltre alla versione italiana verrà realizzata anche quella in francese, come già successe per il Don Carlo di Verdi.

Proprio per questo Filidei avrà un’intera squadra su cui poter contare: ad accompagnarlo nel lavoro ci saranno Pierre Senges, Stefano Busellato e i drammaturghi Carlo Pernigotti e Hannah Duebingen.

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Il sovrintendente Meyer spiega che la scelta di affidare il compito ad un compositore italiano è nata nell’estate del 2020. Anche se Filidei non aveva mai collaborato con la Scala, vantava già nel curriculum due opere del calibro di Inondation e Giordano Bruno. È stato durante il secondo incontro che il cinquantenne pisano ha proposto Il nome della rosa. Inoltre, lo stesso Meyer, ha voluto riconoscere il lavoro fatto dal coordinatore artistico della Scala André Comploi: “Diventerà un sovrintendente importante. Ha quarant’anni e sa tutto”.

Filidei, il quale ammette di affrontare un’impresa mastodontica, e al quale sarà dedicata l’edizione 2025 del festival Milano Musica, ha realizzato il lavoro pensando a ciò che avrebbe potuto fare Eco. Ha deciso di inserire citazioni, e ha diviso la struttura dell’opera in due tempi da circa 3 ore ciascuna: 12 stanze per ciascun atto, ognuna con un colore armonico, che sale e scende a disegnare una rosa.

Se non dovesse essere modificata la legge, con il nuovo decreto che pone il limite di 70 anni per i sovrintendenti sia italiani che stranieri, Dominique Meyer non sarà più alla guida della Scala, e lo stesso destino toccherebbe a Carlo Orazi per quanto riguarda il Carlo Felice. Meyer, presente ovviamente all’incontro, ha ironizzato: “Ci conosciamo da tanto. Come avete letto dai giornali siamo vecchi: io non me ne ero accorto”.

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