Il Festival ammaliato dal sapore di Paoli

Il cantautore genovese si esibisce con alcuni dei suoi brani più famosi. È ormai un mito della musica italiana. Con la sala canta “Sapore di sale”

Il Festival ammaliato dal sapore di Paoli
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11 Febbraio 2023 - 23.14 Culture


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di Manuela Ballo

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S’abbassano le luci mentre l’orchestra intona con leggerezza le note di “Senza fine”. Lui entra e si vede che da un lato è contento e dall’altro, lo dirà successivamente, avverte di essere in una gabbia di matti. Gino Paoli è la storia della canzone italiana e qui ne tratteggio un rapido profilo. Gino Paoli è uno dei cantautori che ha segnato e accompagnato con le sue musiche e le sue parole oltre mezzo secolo di vita italiana.
Fin da giovane frequenta un gruppo di amici che lo portano molto lontano dai regolari studi scolastici, ma lo avvicinano molto alla musica. Qualche nome? Eccoli: Luigi Tenco (con il quale forma il gruppo “I Diavoli del Rock”), Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Umberto Bindi e Joe Sentieri ed i fratelli Reverberi.
I suoi primi dischi sono ascoltati da pochi; eppure, erano già dei capolavori, come “La tua manoNon occupatemi il telefonoSenza paroleSassi”.

A questo punto della carriera Gino Paoli scrive Il cielo in una stanza ma Mogol la propone a Mina, cantante già affermata. E’ la svolta. Stasera l’ha ricantata sul palco di Sanremo, obbligato. Lui la fa diversamente da Mina, la strascica, la rende più melanconica. 

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Nel 1961, conosce Ornella Vanoni. E’ un amore che ispira alcune delle sue canzoni più note: Senza fineAnche seMe in tutto il mondo. E’ innamorato, fuma e beve. Dopo la morte del fratello, avvenuta in quel periodo e causata dall’abuso di alcolici, Paoli deciderà di disintossicarsi dall’amato whisky. 

Di innamoramento in innamoramento. Dopo la Vanoni, nel 1962, incontra Stefania Sandrelli. Giovanissima e bellissima. Nel 1963 incide quello che si rivelerà il 45 giri di maggior successo di tutta la sua carriera: Sapore di sale, che naturalmente canta in questa serata sanremese accompagnato da tutta la sala. Il pezzo era stato arrangiato da Ennio Morricone e Gato Barbieri al sax. Nello stesso anno pubblicherà un’altra Hit “Che cosa c’è”

L’11 luglio 1963 Gino Paoli tenta il suicidio sparandosi un colpo di pistola al cuore. Ma la fa franca. Poi tanti altri successi: “Ieri ho incontrato mia madre”, “Lei sta con te”, “Rimpiangerai rimpiangerai” e “La carta vincente”,ma il brano non arriva in finale.
Dopo una crisi durata qualche anno, il grande successo di pubblico torna inaspettatamente con “Una lunga storia d’amore”.

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Nel 1985 Gino Paoli e Ornella Vanoni portano in giro per l’Italia un tour trionfale, da cui verrà realizzato il doppio album live Insieme, che ottiene un grande successo. In quel medesimo periodo escono tra gli altri: Ti lascio una canzoneCosa farò da grande (1986) e Questione di sopravvivenza (1988), brani che ottengono un consenso di pubblico.Nel 1991 firma un altro successo, Quattro amici, che vincerà il Festivalbar. Tornerà più volte a Sanremo fino alla serata di stasera. Non è più in gara e se avesse presentato alcuni dei suoi più grandi successi in questo festival ne avrebbe sicuramente vinto più d’uno.
Stravagante fino all’ultimo. Si è lasciato andare a battute sugli anni d’oro degli anni del Cantagiro raccontando fatti e misfatti di quell’epoca. Amadeus se l’è cavata sorridendo e chiamando pubblicità.

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