Sanremo meno 11: scotta nelle mani di Amadeus quel video di tre minuti di Zelensky

Seminate le solite polemiche nel prefestival, cresce quella dell'intervento del Primo Ministro ucraino. Eppure Sanremo non è mai stato solo canzonette, lì abbiamo visto anche Gorbaciov.

Sanremo meno 11: scotta nelle mani di Amadeus quel video di tre minuti di Zelensky
Bruno Vespa, Zelensky e Amadeus
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Marcello Cecconi Modifica articolo

27 Gennaio 2023 - 18.39 Culture


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Giorno dopo giorno si avvicina Sanremo: lo seguiremo così, giorno dopo giorno, raccontando ciò che i media raccontano e ciò che ci appare divertente o irritante. Proseguiamo con un’altra puntura di spillo sulle polemiche dell’intervento di Zelensky

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Finita la marcia spot, Amadeus, ha fatta la doccia calda e ristoratrice insieme al suo compagno di marcia, Gianni Morandi. Più giovane e bello ora di quando cantava “andavo a cento all’ora per trovar la bimba mia yeyeye, yeyeye” tanto da sembrare il prodotto dei terribili algoritmi delle Face-app del ringiovanimento. Amadeus si è rilassato soddisfatto guardando crescere tutti i soliti semini di polemiche che, come ogni entertainer, aveva astutamente lanciato sul terreno da tempo o aveva lasciato che altri lanciassero.

Ma il semino della piantina Zelensky, lasciato a terra dal guru di Porta a Porta in una Domenica In di una decina di giorni fa, ha fatto brutti scherzi e in men che non si dica sembra la carnivora gigante del borneo malese. Ora Amadeus è attento e preoccupato dopo essersi stropicciato le mani per giorni. I fulmini arrivano da dritta e manca. Quel video di tre minuti da capitalizzare nel momento topico che precede la classifica finale del sabato sera, comincia a scaldarsi troppo e teme che scotti così tanto da essere costretto a lasciarlo cadere.

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Non lo fa scottare il pensiero di Moni Ovadia “Non si può spettacolarizzare la guerra”, si resiste pure a quello dell’unico stand-up comedian italiano, il Mario Giordano di “Fuori dal Coro” che cigola “Questa è una cosa che non sta né in cielo, né in terra”. Nemmeno fa preoccupare l’opinionista (ma non era vignettista?) Vauro “Trovo che sia una scelta squallida.” e quella del patron del reddito di cittadinanza Giuseppe Conte “Inopportuno l’intervento del presidente ucraino in un contesto leggero come quello di Sanremo». Stessa cosa per il direttore della Stampa, mai alla Stampa e sempre in tv, Massimo Giannini “Si può accettare tutto o quasi, ma questa cosa che Zelensky intervenga e parli a Sanremo sinceramente la trovo di cattivo gusto”.

Quello che ha fatto sgranare gli occhi ad Amadeus e causa una smorfia di dolore per il calore alla mano è il commento degli uomini di Governo. Quello del presenzialista Maurizio Gasparri che ha usato espressioni simili addirittura a quelle di Vauro, più sottili e penetranti invece quelle di Matteo Salvini: “Se avrò tempo di guardare Rai 1 sarà per ascoltare canzoni, non per ascoltare altro.”  

Ma Salvini allora non ha mai visto Sanremo? Da quando Sanremo è solo per “ascoltare canzoni”? Eppure quando nel 1999 lavorava ancora a Radio Padana Libera ascoltò sicuramente le “canzoni” sulla Perestroika cantate dal duo Raissa e Mikhail Gorbaciov. L’anno dopo avrà ascoltato Jovanotti, con al fianco il percussionista sudamericano Carlinos Brown, “cantare” politica chiedendo ai governi di «cancellare il debito» dei Paesi del Terzo mondo. Invece di certo si sarà risparmiato la visione, faceva ancora le elementari, quando nel 1984 Pippo Baudo ospitò sul palco una delegazione di metalmeccanici dell’Italsider di Genova che protestavano contro la chiusura dello stabilimento nel capoluogo ligure.

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Chi se ne frega ti tutto ciò è Berlusconi, il Tik Toker continua ad essere uomo di televisione e l’audience è ormai uno dei muscoli del suo cuore. E allora, Zelensky o non Zelensky, per la prima volta quest’anno Canale 5 accetterà lo scontro diretto con il Festival. Niente film come in passato ma C’è posta per te di Maria De Filippi sfiderà con i suoi 5 milioni di share i soliti 14 milioni della finale canora. Venti di guerra mediatici aleggiano sulla riviera ligure e, dunque, anche per questo ce la farà Amadeus a non farsi scottare la mano dal video.

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