Lo scatto di Tsakalidis “Woman from Evia” vince il Siena International Photo Awards 2022

É "Woman from Evia" ad aggiudicarsi il SIPA 2022; lo scatto del fotografo greco Konstantinos Tsakalidis che racchiude la disperazione dell'81enne Kritsiopi Panayiota mentre gli incendi boschivi dello scorso anno si avvicinavano alla sua dimora.

Lo scatto di Tsakalidis “Woman from Evia” vince il Siena International Photo Awards 2022
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3 Ottobre 2022 - 13.18 Culture


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Nel 2021 l’ambito premio del Siena International Photo Awards è stato attribuito allo scatto del fotografo turco Mehmet Aslan, titolato “’Hardship of Life’. La foto, divenuta simbolo del dramma in Siria, ritraeva il piccolo Mustafa insieme a suo padre Munzir, rimasto mutilato durante i bombardamenti, nel momento dell’arrivo a Budrio per iniziare una nuova vita, lontano dagli orrori del conflitto che continuano a dilagare nel paese.

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Quest’anno il S.I.P.A ha deciso invece di premiare il fotografo greco Konstantinos Tsakalid. Il titolo dello scatto presentato è “Woman from Evia” e coglie e racchiude la cruda e violenta disperazione di Kritsiopi Panayiota, di 81 anni, nell’ esatto momento in cui le fiamme stanno raggiungendo la sua dimora sull’isola di Evia.

Questo piccolo lembo di terra, adiacente alla costa sud-orientale della penisola, ad est della capitale greca, lo scorso anno è stato scenario di violenti incendi boschivi che, per più di una settimana, si sono propagati distruggendo migliaia di ettari boschivi.

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Il vincitore assoluto Tsakalid insieme a quelli delle altre dodici categorie del S.I.P.A sono stati proclamati nella giornata di ieri, 1° ottobre, in una cerimonia tenutasi al Teatro dei Rinnovati, dando cosi inizio al Siena Awards.

Lo scatto vincitore resterà in mostra nella cittadina toscana fino al 20 novembre assieme alle foto vincitrici delle altre sezioni del Siena international, del Creative photo awards e del Drone photo awards.

Tra i dodici vincitori del Siena Awards troviamo: “Smokey Coat”, uno scatto del fotografo tedesco Michael Kowalczyk, direttamente da New York; “Work” di Rahat Bin Mustafiz, fotografo bengalese che ha scattato nel suo paese di origine, in un porto fluviale; Dan Winters, che ha presentato “Angelina Jolie and Bees” e “Way to Hell” della fotografa tedesca Nadine Galandi, scatto prodotto in Islanda durante un’eruzione vulcanica.

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A seguire troviamo “Mother, Tender Love” Amos Nachoum, israeliano, con una speciale dedica agli orsi polari; “Joker Smile”, del fotografo giordano Muhammad Almasri che ha scattato a Dubai; il brasiliano Jonne Roriz che ha presentato “Finding Nemo”, ritraendo un piccolo pesce insieme alla nuotatrice Ana Marcela Cunha.

A rappresentare l’Italia ci ha pensato Fabrizio Maffei con “High Hopes”, che ritrae dei volontari mentre soccorrono un naufrago. Lo spagnolo Francisco Javier Murcia Requena invece ritrae un giovane cavalluccio marino mentre ‘abbraccia’ una piuma di gabbiano. “Kiss Me” dell’indonesiano Raffael Gunawan rappresenta invece il triste sguardo di una modella mentre posa per uno shooting.

In chiusura troviamo invece il progetto ‘Urban and Wild’ Peter Mather, canadese, sulle volpi di Whitehorse, insieme al girato dal titolo “Shaba” della statunitense Ami Vitale che racconta la storia del primo elefante matriarca del Reteti Elephant Sanctuary.

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