Banco del Mutuo Soccorso, un nuovo concept album sul tema de L’Orlando furioso  

Vittorio Nocenzi guida la nuova formazione del Banco del Mutuo Soccorso, dopo il nuovo disco una tournée che partirà dalla città di Ferrara.

Banco del Mutuo Soccorso, un nuovo concept album sul tema de L’Orlando furioso  
Il Banco del Mutuo Soccorso
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28 Settembre 2022 - 14.38


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di Giordano Casiraghi

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Il Banco del Mutuo Soccorso è arrivato a Milano dove negli uffici della casa discografica Sony hanno presentato alla stampa il loro ultimissimo album «Orlando: Le forme dell’amore», a cinquant’anni dall’esordio con l’album omonimo a salvadanaio. Un simbolo che è rimasto nel tempo e che appare anche nei decenni successivi, tanto che già il precedente «Transiberiana» riportava il salvadanaio a forma di mappamondo. E così anche nel nuovo album appare il salvadanaio, stavolta con un taglio a forma di luna. Eccoli quelli del Banco: Vittorio Nocenzi in vistoso pizzetto bianco, Tony D’Alessio il cantante che ha sostituito Francesco Di Giacomo, Michelangelo Nocenzi coautore delle musiche insieme al padre Vittorio e Paolo Logli autore delle liriche insieme a Vittorio Nocenzi. 

Il disco esce esce sul mercato internazionale il 23 settembre 2022 anticipato dalle tracce “Cadere o Volare” e “La Pianura rossa”. Cinquant’anni intercorrono tra “Orlando: le forme dell’amore” e il “Salvadanaio”, uscito il 3 maggio 1972 per la Ricordi Dischi. Durante la conferenza Vittorio Nocenzi ricorda che l’idea del salvadanaio era venuta a Lucio Salvini, discografico della Ricordi. Iniziava allora la storia del Banco. Il primo brano dell’album si intitolava “In Volo”, e nei suoi versi veniva evocato il personaggio di Astolfo e il suo Ippogrifo, il cavallo alato, due figure centrali de “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, poema capolavoro del Rinascimento italiano.

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Non è quindi una casualità che torna prepotentemente «L’Orlando furioso», un poema cavalleresco in ottave di Ludovico Ariosto, iniziato nel 1503 e pubblicato per la prima volta a Ferrara, città dove partirà il tour che continuerà per Milano (23 novembre 2022 al Teatro dal Verme), e proseguire per Firenze, Palermo, Catania, Roma, Bologna, Brindisi e Bari.

Vittorio Nocenzi e Francesco Di Giacomo stavano cominciando a lavorarci già nel 2013, poi è arrivata la scomparsa di Di Giacomo e Vittorio per un breve periodo medita il ritiro dalle scene come Banco del Mutuo Soccorso. Invece?

«Invece ho capito che era importante continuare – afferma Vittorio Nocenzi – perché la perdita di Francesco e prima ancora di Rodolfo ha significato per noi uno tsunami. Occorreva però proseguire per almeno tre motivi. Il primo per il fatto che le persone vicine al mondo del Banco chiedevano esplicitamente di non abbandonare questo glorioso marchio. Il giudizio e i desideri di un pubblico che ti segue vanno rispettati. La stima e l’ammirazione degli altri per il lavoro che fai è un privilegio che va corrisposto. L’artista ha il dovere di rispondere con disponibilità. Secondo motivo è quello che continuando è come tenere ancora un po’ in vita chi non c’è più. Terzo motivo è stato che il mio terzo figlio è diventato il mio alter ego musicale. È stato lui quella volta a venire da me e Francesco e dire che occorreva pensare alla ricorrenza dei cinquant’anni e magari ripartire dall’Orlando che aveva segnato l’esordio del nostro primo disco».

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Nella lunga conferenza Vittorio Nocenzi spiega come sono cresciute le liriche e come si è arrivati a formulare la sequenza sonora:

«Come nuova formazione ci siamo misurati in primis con «Io sono nato libero», una lunga suite molto impegnativa. Poi abbiamo sviluppato un album di canzoni totalmente nuove come «Transiberiana» e adesso questo album concept dove emerge una potentissima base ritmica e due chitarristi con caratteristiche diverse e che insieme danno forza al sound del gruppo. Oggi come oggi credo di poter affermare che il Banco sta vivendo una seconda giovinezza, con un organico ormai consolidato e al meglio delle sue potenzialità».  

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