Report, stasera su Rai 3 l'inchiesta sul caso Biot: nuovi retroscena sulla guerra tra spie

Stasera a Report l’inchiesta ‘Il cimitero delle spie’, che grazie a nuovi documenti e testimonianze permette di seguire il filo invisibile che lega la missione sanitaria ‘Dalla Russia con Amore’ al caso di Walter Biot

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9 Maggio 2022 - 19.40


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Stasera a Report andrà in onda l’inchiesta ‘Il cimitero delle spie’, che grazie a nuovi documenti e testimonianze permette di seguire il filo invisibile che lega la missione sanitaria ‘Dalla Russia con Amore’ al caso di Walter Biot, il capitano di fregata arrestato il 31 marzo 2021 on l’accusa di aver venduto segreti militari a due diplomatici della Federazione Russa, ma soprattutto concorrono a svelare una guerra delle intelligence esplosa ben prima che i carri armati russi varcassero i confini ucraini.

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Come si vedrà ricostruito stasera a Report, pet seguire la storia è necessario tornare alle 18,30 del 31 marzo del 2021 in una via isolata del quartiere Eur dove i carabinieri del Ros intervengono arrestando il capitano di fregata Walter Biot in servizio presso il III Reparto dello Stato Maggiore della Difesa e un uomo che ha appena lasciato la sua auto, l’agente russo Dmitry Ostroukhov.

Nell’auto vengono rinvenuti 5.000 euro in contanti mentre nella borsa di Ostroukhov i militari trovano una scheda sd con 181 foto di documenti considerati top secret. Tra questi anche il Reperto S, un cablo della Nato che conterrebbe messaggi sulle azioni destabilizzanti della Russia in Ucraina prima della guerra. 

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Il giorno dopo, l’addetto dell’ambasciata russa viene espulso dal nostro Paese, ma non è il solo. Insieme a lui deve lasciare l’Italia anche un secondo diplomatico, l’addetto navale Aleksej Nemudrov. Nemudrov, che non era presente al momento dello scambio e non compare nelle carte dell’indagine, è però un personaggio chiave della diplomazia russa.

Oltre ad aver avuto rapporti con Gianluca Savoini, Nemudrov è stato uno degli organizzatori della missione sanitaria che nel marzo del 2020 ha portato oltre 100 militari russi nella provincia di Bergamo e ne ha gestito la logistica. Un ruolo di primo piano che non è passato inosservato ai nostri servizi di intelligence, soprattutto quando sono cominciate a emergere le tante anomalie di una missione che secondo molti nascondeva un’attività di spionaggio sanitario.

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