Cartabianca, Orsini: "L'uomo comune non capisce la politica internazionale, io invece sì"

Il professor Alessandro Orsini a Cartabianca: "La mente umana non è non è in grado di farsi carico di tutte queste informazioni. Per me è normale, perché è il mio lavoro".

Cartabianca, Orsini: "L'uomo comune non capisce la politica internazionale, io invece sì"
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13 Aprile 2022 - 15.34


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Ieri sera Alessandro Orsini, ormai un fenomeno mediatico, è stato ospite da Cartabianca. E come sempre ha tenuto un monologo di circa 10 minuti sulla guerra in Ucraina. Orsini ha ribadito la sua posizione attaccando l’Italia e dicendo che non si può più dire nulla. 

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“Ho sempre condannato con la massima fermezza l’invasione, considero Putin un dittatore brutale. Sono un grandissimo sostenitore della società libera e aperta. Sono nati degli equivoci, per evitare le polemiche avrei voluto dire che sono stato strumentalizzato. Ma per stare tutti tranquilli dico che sono stati degli equivoci” ha detto Orsini. 

Orsini si è posto su un piano vittimistico rispetto all’opinione pubblica, ponendosi come unico baluardo nella difesa del pluralismo. “La violenza simbolica è importante non soltanto con riferimento all’Ucraina o quando mi dicono o ci dicono che siamo putiniani. Non dobbiamo identificarci con questa ingiusta etichetta. Se noi accettiamo lo stigma, e questo vale con le violenze psicologiche che subiscono gli omosessuali, le donne e i neri… Ci dev’essere la ribellione, fondamentale nel progresso”, ha detto il professore.

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Alessandro Orsini ha puntato il dito contro la cultura italiana per gli attacchi che sta subendo in questo momento storico: “Quando l’uomo è sopraffatto da una quantità di informazioni che non riesce a gestire, io nei miei libri scrivo che entra in modalità codice binario, ossia un sovraccarico di informazioni e quindi diventiamo tutti filoputiniani o filoamericani”, ha detto Alessandro Orsini. Il professore ha poi aggiunto: “La mente umana non è non è in grado di farsi carico di tutte queste informazioni. Per me è normale, perché è il mio lavoro, ma l’uomo comune, anche alcuni giornalisti e alcuni politici, non conoscono la politica internazionale, l’hanno scoperta all’improvviso e sono stati sopraffatti”.

Il professore ci ha tenuto a dire che “noi abbiamo questo problema culturale in Italia, il nostro Paese non conosce la politica internazionale, perché noi non ce ne siamo mai occupati. E ci sono tantissimi italiani che non capiscono e davanti a questa quantità di informazioni e questa trama così complessa, la mente si chiude e dice bene o male”.

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