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Garambois (Giulia Giornaliste): "L'85% delle giornaliste italiane è stata molestata almeno una volta"

La Presidente di Giulia Giornaliste: "Un fenomeno che diventa una vera e propria censura, perché dalle parole alle azioni il passo è breve". 

Garambois (Giulia Giornaliste): "L'85% delle giornaliste italiane è stata molestata almeno una volta"
Silvia Garambois

globalist

22 Dicembre 2021 - 19.55


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Secondo una ricerca riportata da Silvia Garambois, presidente di Giulia Giornaliste, “l’85% delle giornaliste italiane ha subito almeno una volta nella propria vita una molestia da parte di un uomo. Il 10% l’ha subita durante il lavoro e il 14% da parte del proprio direttore o vicedirettore”. Garambois è intervenuta  al primo incontro della campagna ‘Insieme contro la violenza’ promossa dal Partito democratico.

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“Sono dati su cui non si può fare un’alzata di spalle”, ha sottolineato Garambois, aggiungendo che a tutto questo si aggiunge il problema delle molestie e delle minacce che le giornaliste ricevono sui social, “un fenomeno che diventa una vera e propria censura, perché dalle parole alle azioni il passo è breve”. 

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Un altro aspetto sul quale la presidente di Giulia Giornaliste ha posto l’accento è il modo in cui la violenza sulle donne viene raccontata sui media. “Noi siamo convinte che informazione sia un bene comune e pensiamo che il racconto della violenza e il linguaggio che viene utilizzato potrebbero aiutare a cambiare questi fenomeni”. In questo senso, esemplificativo è il caso dei comunicati stampa che vengono scritti nelle procure o dalle Forze dell’Ordine, testi nei quali si utilizza spesso un linguaggio che “finisce per orientare il racconto che si fa di quei fatti sui media. E allora – ha ammonito Garambois – la formazione non può essere solo appannaggio di una categoria, in questo caso i giornalisti, ma deve coinvolgere tutti gli attori: le Forze dell’Ordine, le procure, i magistrati”. 

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Il secondo tema sul quale si è concentrato l’incontro è lo sport. “Abbiamo scelto la comunicazione e lo sport per questo primo appuntamento – ha spiegato Valentina Cruppi, presidente dell’assemblea Partito Democratico – in seguito a quanto accaduto alla giornalista Greta Beccaglia. È la fotografia della nostra società, in cui domina una asimmetria di genere, in cui un gesto come quello subito dalla giornalista, durante il suo lavoro, viene considerato una ragazzata e si pensa che chi lo ha subito non dovrebbe fare troppi drammi. Di fronte a quanto accaduto e al modo in cui è stato affrontato abbiamo pensato fosse importante approfondire il modo in cui vengono raccontate la violenza e la disparità di genere, prima di tutto in ambito sportivo”.

“La violenza maschile sulle donne è talmente pandemica che non si può pensare che lo sport ne sia esente- ha commentato Luisa Rizzitelli, presidente dell’associazione Assist- Siamo molto soddisfatti che il Coni e Federazioni abbiano deciso di radiare chi ha condanne penali per violenze, era una cosa che, insieme ad altre associazioni, chiedevamo da tempo. Ora chiediamo che venga applicato un articolo della legge di riforma dello sport che prevede che ci sia un lavoro di prevenzione e contrasto alla violenza. C’è impegno da parte di molte realtà e di alcuni partiti- ha ricordato Rizzitelli- ma a noi serve la collaborazione di tutto l’arco parlamentare, perché questi non sono temi di bandiera. Dalla riforma dello sport è stato stralciato il passaggio che riconosce il lavoro sportivo, senza il quale- ha ricordato infine- è impossibile dare forza al contrasto e alla prevenzione alla violenza”.

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