Addio al maestro Gianluigi Gelmetti: un gigante tra i direttori d'orchestra

Il musicista si è spento a 75 anni a Monte Carlo: ha iniziato la sua carriera a 16 anni e ha diretto in tutti i più prestigiosi teatri del mondo

GIanluigi Gelmetti

GIanluigi Gelmetti

globalist 11 agosto 2021

Un gigante della musica: si è spento, a 75 anni, a Monte Carlo Gianluigi Gelmetti, il direttore d'orchestra 'nato' con la bacchetta.

Il Maestro, infatti, ha diretto per la prima volta a 16 anni con Sergiu Celibidache. E ha studiato con Franco Ferrara all'Accademia Chigiana - dove poi sarà docente - e con Hans Swarowsky a Vienna. E' stato il debutto con i Berliner Philharmoniker a dare il via ad una carriera internazionale che lo vedrà dirigere nei più importanti festival, spite delle maggiori orchestre europee, americane, giapponesi e australiane. Direttore Principale dell'Orchestra Sinfonica della Radio di Stoccarda (1989-1998); Direttore Musicale del Teatro dell'Opera di Roma (2000-2009) che oggi ha dato la notizia della sua scomparsa ricevuta direttamente dai familiari; Direttore Principale e Artistico della Sydney Symphony Orchestra (2004-2008) e Direttore Artistico e Musicale della Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo (dal 2013), Gelmetti è stato anche Accademico dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Il suo vasto repertorio, come si legge nella biografia custodita dall'agenzia di management artistico internazionale 'stage door', dove Gelmetti figura tra i direttori d'orchestra, il Maestro ha spaziato dal barocco alla musica contemporanea, con un'attenzione particolare anche per la riscoperta di opere rare o dimenticate: in questo senso va ricordata la prima esecuzione in epoca moderna del 'Démophon' di Cherubini e de 'Les Danaïdes' di Salieri, la prima esecuzione assoluta di 'Marie Victoire' di Respighi e 'Sakuntala' di Alfano (di cui ha anche curato la regia). Di particolare interesse la sua collaborazione con il Rossini Opera Festival di cui è stato il decano, e dove nel

1999 ha ricevuto il Premio Rossini d'Oro per la sua lettura in forma integrale del Guglielmo Tell.

Le incisioni effettuate per Emi, Sony, Ricordi, Fonit, Teldec e Agorà sono testimoni dell'estensione e della complessità del suo repertorio:

comprendono opere liriche di Rossini, Puccini, Mozart, Salieri

Donizetti e Verdi, l'integrale della produzione orchestrale di Ravel, le ultime Sinfonie di Mozart e opere di Stravinsky, Berg, Webern

Varèse e Rota, oltre alle incisioni della Sinfonia n.6 di Bruckner, dello Stabat Mater di Rossini e l'integrale delle Sinfonie di Beethoven. Tra i numerosi premi vinti il Diapason d'Or in Francia e il Verdi d'Oro in Italia. Gianluigi Gelmetti è stato anche compositore, tra i suoi lavori 'In Paradisum Deducant Te Angeli' (dedicato a Franco Ferrara), 'Algos', 'Prasanta Atma' (commissionatogli dai Münchner Philarmoniker in memoria di Sergiu Celibidache) e 'Cantata della vita' (commissionata dal Teatro Comunale di Bologna)

Allievo di Orazio Costa per la regia teatrale, nelle ultime stagioni ha unito la regia teatrale a quella lirica, curando quelle de 'L'Isola disabitata' di Haydn, de 'Il Barbiere di Siviglia', di 'Così fan tutte', di 'Traviata' e di 'Tristan und Isolde'.

Tra gli impegni delle ultime stagioni 'Pelléas et Mélisande' al Teatro dell'Opera di Roma; 'Falstaff' all'Opera di Montecarlo; 'Guillaume Tell' all'Opernhaus di Zurigo, a Montecarlo e a Parigi; 'La Forza del Destino' e 'Un ballo in maschera' al Teatro Regio di Parma; 'Barbiere di Siviglia' e 'I Due Foscari' a Toulouse; 'Turandot' a Tokyo; 'Les Vêpres siciliennes' al San Carlo di Napoli; 'Mefistofele', 'Francesca da Rimini', 'Amica', 'Das Rheingold' all'Opera di Montecarlo; 'La fanciulla del West' a Liegi; 'Un Ballo in Maschera', 'Traviata', 'Die Schoepfung' di Haydn, 'Don Giovanni' e il 'Requiem' di Mozart al Teatro Verdi di Trieste. Per quanto riguarda gli impegni sinfonici ha diretto concerti a Copenaghen e Lisbona oltre che la 'Messa Solemnis' a Palermo e il 'Requiem' di Verdi a Roma e Taranto. Gianluigi Gelmetti ha diretto anche 'La Cenerentola' prodotta da Rada Film, con la regia di Carlo Verdone.

È stato insignito dell'onorificenza di 'Chevalier de l'Ordre des Arts et Lettres' in Francia e di quella di 'Cavaliere di Gran Croce' in Italia, la massima onorificenza della Repubblica-