Migliorare Sanremo. Con esso si può imparare la vita

La musica ha l'evidente potere di portare relax e riparare possibili mondi interni ed esterni eventualmente andati in frantumi.   

Sanremo

Sanremo

Fiorenza Loiacono 11 febbraio 2021
Un aspetto su cui è essenziale portare l'attenzione e che riguarda il versante dello spettacolo insito nella vita culturale del nostro Paese, peraltro secondo una frequenza non irrilevante e un ritorno imminente per quanto riguarda la sua, a tutti gli effetti, riproposizione nel teatro Ariston di Sanremo, ha a che fare con il cosiddetto Festival della canzone italiana (di cui quest'anno si terrà la settantunesima edizione) rispetto alle cui potenzialità unificanti, di connessione e integrazione in relazione all'effetto possibile sugli individui si presta nonostante l'estrema condizione di positività realizzabile (anche per quanto riguarda un cosiddetto risvolto di trascinamento nella vita quotidiana) molta poca attenzione. Come se, e si auspica che questo cambi in futuro, si trascurassero, su un piano di insipienza del tutto simili aspetti.
Ci vorrebbe un refurbishment a trecentossessanta gradi per quanto concerne contesti riguardanti non solo il livello prettamente sociale nel senso di una potenziale rifioritura politico-economica ma anche secondo un risveglio di quell'anima che la canzone ben fatta accompagna che (come i pedagogisti, i filosofi ben nutriti e i semiologi con gli psicologi dovrebbero imparare) si riverbera e nutre, se opportunamente coltivata, nutrita, non mortificata, il dispiegamento di quella qualità (la cosiddetta bellezza) che unica e sola si costituisce alla base del farsi di un sacrosanto possibile e auspicabile sviluppo umano, negli ambienti cittadini specificamente (la città), nel mondo.




Basti, ad esempio, ascoltare la melodia sublime di entrambe le canzoni qui ri-proposte risalenti per quanto riguarda il periodo nel quale esse sono state lanciate, alla fine degli anni Novanta ovvero prima che l'11 settembre disorientasse integralmente e smartphone prossimali inficiassero la qualità di un legame sano, ovvero ben saldo, in connessione all'esistenza propria e in relazione al mondo.
Come si può intendere anche da concerti classici come quelli realizzati nei secoli XVII-XVIII da personalità quali Wolfgang Amedeus Mozart e Ludwig van Beethoven, la musica ha l'evidente potere di portare relax e riparare possibili mondi interni ed esterni eventualmente andati in frantumi.