Carlo Verdone guarda al futuro: "Questo virus ci ha incattiviti, confido in una nuova fase illuminata"

L'attore e regista romano: "Le emozioni sono fondamentali: non sono depresso o immalinconito, ma non tutti riescono a mantenere i nervi saldi"

Carlo Verdone da Facebook
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24 Dicembre 2020 - 09.24


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L’attore e regista romano Carlo Verdone ha parlato degli ultimi mesi all’ombra del virus, sottolineando quanto le emozioni siano importanti contro il Covid ”Siamo cambiati, questo virus ci ha allontanati e incattiviti: abbiamo bisogno di tornare a ridere in maniera sana. Ho fiducia in una nuova fase illuminata. Le emozioni sono fondamentali. Di recente ho letto che i morti negli Usa hanno superato quelli della Seconda Guerra Mondiale: mi sono messo paura. E non tutti riescono a mantenere i nervi saldi, soprattutto gli anziani. Io ho avuto tanti amici che hanno affrontato problemi di depressione primaria, che è drammatica. Ne sono usciti grazie a medici bravissimi”.

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Il comico romano prosegue: ”Non sono depresso ma intristito e immalinconito, vedo gli amici attraverso il pc e molto poco di persona, a volte al bar e sempre con la mascherina, e non è bello: la paura c’è sempre. Io ho perso almeno 4 amici, alcuni molto più giovani di me, e non avevano patologie. Adesso c’è pure la variante del virus ma sono fiducioso, il vaccino è una speranza. Stiamo cambiando soprattutto nelle relazioni: il virus ci ha allontanato moltissimo. La gente è incattivita. Non sorridiamo, siamo bruschi. L’altro giorno ero in fila fuori un negozio e c’era una persona senza mascherina. Una signora glielo fa notare con gentilezza e l’altro le risponde con fare sarcastico che il virus era un complotto. Si è creata un’atmosfera molto brutta e siamo andati via. Solo il negazionista è rimasto”.

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