Se sei di destra il fascismo non c'entra. Lino Banfi su Willy: "Violenza pura, non c'entrano i partiti"

Banfi, il nonno Libero d’Italia, non sembra dare troppo peso alla “mentalità fascista dei superuomini” come ha scritto Dacia Maraini.

Lino Banfi

Lino Banfi

globalist 11 settembre 2020

Il brutale assassinio di Willy Duarte avvenuto a Colleferro è un atto “di violenza pura e cruda che avrebbe potuto compiere chiunque. Non hanno importanza le tendenze o i partiti, si tratta di essere folli. E la gente deve fermare le follie”. Lo spiega all’AdnKronos l’attore Lino Banfi che, come nonno, parla di una vicenda “assurda”. Banfi, il nonno Libero d’Italia, non sembra dare troppo peso alla “mentalità fascista dei superuomini” come ha scritto Dacia Maraini sulle colonne de ‘La Stampa’ parlando piuttosto di un'azione senza giustificazioni.


“E’ difficile fare dei commenti – spiega - soprattutto se si è nonni. Sarebbero dei commenti anomali perché non ci sono giustificazioni a queste assurdità. Perché succedono? Questo si chiede nonno Libero”, afferma Lino Banfi che cita anche un altro dei suoi celebri personaggi, Oronzo Canà, protagonista del film ‘L’allenatore del pallone’: “Anche lui, che si è battuto contro il razzismo aiutando il giocatore brasiliano Aristoteles, direbbe la stessa cosa: perché succedono queste cose?"
"Queste vicende – riprende Banfi – non devono accadere. Io non so che colpa abbiano i gemelli. Ma perché devono dimostrare, solo perché praticano le arti marziali, continuamente che i loro muscoli valgono e che se danno un cazzotto a una persona può essere mortale?” Banfi infine tiene a sottolineare, più in generale, “di non avere in simpatia” le persone, di qualunque nazionalità o regione d’Italia, che invece di soccorrere chi si trova in difficoltà, riprendono la scena. “In questi casi la prima cosa da fare è chiamare le forze dell’ordine e poi dare una mano”, dice Banfi.