Premio Strega, per parlare di femminismo si chiama Augias e non la scrittrice finalista Valeria Parrella (che reagisce)

Sul finire dell'intervista sul romanzo, Zanchini (con ancora Parrella seduta) annuncia che si parlerà con Corrado Augias degli effetti del #MeToo, e la scrittrice, giustamente piccata, chiede 'Ah, e ne parla con Augias? Auguri'.

Valeria Parrella

Valeria Parrella

globalist 3 luglio 2020
Nel corso della diretta della finale del Premio Strega, la scrittrice di uno dei romanzi finalisti, 'Almarina', è stata protagonista di uno scambio con il conduttore Giorgio Zanchini sul tema del femminismo. 
Sul finire dell'intervista sul romanzo, Zanchini (con ancora Parrella seduta) annuncia che si parlerà degli effetti del #MeToo, il movimento femminista nato anche in seguito allo scandalo di Harvey Weinstein e la scrittrice, giustamente piccata, chiede 'Ah, e ne parla con Augias? Auguri'.
Zanchini cerca di recuperare, ma Parrella ormai ride per l'assurdità della situazione. Si tratta infatti di un caso di 'mansplaining', ossia quell'atteggiamento paternalistico che hanno gli uomini nei confronti delle donne, anche intellettuali di alto livello come Parrella, cui si pensa che bisogna spiegare le cose come se non fossero in grado di capirle ma soprattutto di parlarne da sole. 
Il video della reazione di Parrella è stato molto condiviso su internet e ha alimentato il dibattito. Augias, da parte sua, ha difeso Zanchini chiedendo: "E allora due personaggi di cultura che diritto hanno di parlare degli operai del Sulcis?", e anche: “Io non sono una donna, sono un uomo, ma la condizione femminile mi interessa moltissimo perché riguarda tutti noi”.
La difesa di Augias è altrettanto fuori luogo: innanzitutto, non si capisce perché, se era in scaletta di parlare della questione femminista, non si è parlato dell'argomento con una scrittrice presente fisicamente in studio. Ovviamente Augias poteva partecipare alla discussione, il punto è che si è preferito parlarne esclusivamente con un uomo piuttosto che con una donna. Secondo, Valeria Parrella è una donna di cultura, finalista del premio letterario più importante d'Italia. Coinvolgerla in un argomento che è anche parte del suo romanzo, era prima di tutto una questione di coerenza e di rispetto.