A 'Fuori dal Coro' Feltri definì i meridionali 'inferiori': l'Agcom condanna Mediaset

La soddisfazione del senatore Sandro Ruotolo: "Quando viene usato un linguaggio razzista, fascista od omofobo, l'articolo 21 della Costituzione non c'entra nulla"

Vittorio Feltri
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1 Luglio 2020 - 17.29


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Il senatore del gruppo misto Sandro Ruotolo ha commentato l’accertamento di violazione da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in relazione alla puntata del 21 aprile 2020 della trasmissione ‘Fuori dal Coro’ nella quale Vittorio Feltri ha definito ‘inferiori’ i meridionali: “Le nostre preoccupazioni, quella mia e di Maurizio De Giovanni, che avevamo intravisto del razzismo e del linguaggio di odio da parte di Feltri sono state confermate dall’Agcom che ha condannato Mediaset e siamo più che soddisfatti”.
“Le parole sono pericolose. Possono essere dei proiettili e fomentare questo clima di odio e rancore – osserva Ruotolo – L’accertamento della violazione da parte dell’Agcom mi sembra possa essere tradotto in un invito alla massima libertà di espressione ma non certo allo sdoganamento dell’odio e del rancore”.
“Se, inoltre, l’Agcom decide di analizzare tutto un programma e non solo una puntata – osserva Ruotolo in riferimento al passaggio in cui l’Autorità si riserva un’analisi complessiva dell’intero ciclo della trasmissione – beh, questo deve farci riflettere. In questa fase bisogna garantire la massima libertà di espressione, ma quando viene usato un linguaggio razzista, fascista od omofobo, l’articolo 21 della Costituzione non c’entra nulla. Razzismo, fascismo, xenofobia, omofobia sono crimini e non c’entra nulla con l’articolo sul diritto di tutti a manifestare liberamente il proprio pensiero”.

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