Anzaldi: “Nonostante gli annunci M5s continua a salvare Foa”

Il segretario della Commissione di Vigilanza: "Prima le critiche sul fatto che Foa fosse un presidente della Lega non super partes, poi il nulla. Perché ai cinque stelle la Rai così va benissimo"

Marcello Foa
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24 Aprile 2020 - 14.34


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Onorevole Anzaldi, ieri si è svolto il Cda Rai ma, a dispetto di qualche annuncio bellicoso sui giornali, è successo poco o nulla, dopo le polemiche sulla diretta di Conte e il “risarcimento” senza precedenti dato a Salvini e Meloni. Che ne pensa?
“Tanto rumore per nulla, il Movimento 5 stelle ha fatto la solita ammuina perché in realtà ai loro leader la Rai gialloverde va benissimo. Su Foa c’è stata una sceneggiata in commissione di Vigilanza che non ha portato a nulla, perché per M5s il servizio pubblico in mano alla lottizzazione targata Salvini-Conte-Di Maio è il migliore dei mondi possibile, sebbene sia una palese sconfessione di tanti anni di chiacchiere quando erano all’opposizione. Penso alle battaglie su merito, trasparenza e pluralismo portate avanti da Grillo e dall’allora presidente della Vigilanza Fico. Tutto dimenticato, in onore delle poltrone e dell’occupazione selvaggia dell’informazione, per la peggiore Rai mai vista, addirittura duramente sanzionata dall’Agcom con una multa da 1,5 milioni di euro. Basta vedere i numeri: Conte, Salvini, Di Maio sono in testa a tutti gli spazi, come se fossero ancora i vicepremier. E’ cambiato il Governo, ma in Rai non è cambiato nulla”.
Cosa si aspettava dal Consiglio di amministrazione?
“Se qualcuno avesse creduto ai roboanti annunci degli esponenti M5s in Vigilanza, in Cda sia la consigliera Coletti che l’amministratore delegato Salini sarebbero dovuti intervenire sul ruolo di Foa di presidente al servizio della Lega e della destra, invece che presidente di garanzia. Invece non hanno detto una parola. Va dato atto al consigliere Laganà di essere stato conseguente alle coraggiose posizioni pubbliche che aveva preso contro Foa, ma in Cda è stato lasciato solo insieme alla consigliera Borioni. Salini ha mostrato un atteggiamento incomprensibile su Foa: prima valuta in modo talmente negativo il suo operato da denunciare in Procura il caso della mail del finto Tria e viene in Vigilanza a pronunciare parole durissime, dopo che qualcuno aveva tentato attraverso Foa di truffare la Rai per un milione di euro, mente l’altra sera è stato lui in Vigilanza a difendere il presidente del Cda e a salvarlo. E’ chiaro che il patto degli ex vicepremier è pienamente operativo ed è garantito da Palazzo Chigi. Ma l’attuale Governo come fa ad accettare questa situazione? Il Pd, con l’arrivo di Valeria Fedeli a nuovo capogruppo in Vigilanza, ha ora ribadito che vuole riprendere in mano la questione dell’accesso agli atti alle schede della votazione di Foa. Come fanno i cinque stelle a restare in silenzio?”.
Perché secondo lei questo accesso agli atti continua ad essere negato?
“Siamo di fronte ad un vero vulnus politico nella maggioranza. Il Movimento 5 stelle, il partito dello streaming, non ha mai detto una parola per fare trasparenza su quella votazione, ma ora che lo chiedono 3 partiti su 4 in maggioranza, come potrà rimanere ancora muto? Intanto l’informazione Rai sta cadendo sempre più in basso, il servizio pubblico perde credibilità e ascolti, i telespettatori ormai preferiscono la tv commerciale dove si fa molta più informazione che in Rai. Basti vedere il caso degli ascolti di Piazzapulita su La7: con Matteo Renzi ospite ha ottenuto il record stagionale di ascoltatori, la Rai invece censura Italia Viva e Renzi nei telegiornali e negli approfondimenti. Perché uno dei partiti di maggioranza viene sistematicamente cancellato? Spazi di parola imbarazzanti a Tg1, Tg2 e Tg3, esponenzialmente più bassi di tutti gli altri partiti, anche di quelli, ad esempio come Fdi, che in Parlamento hanno lo stesso nostro numero di deputati e senatori. Questo è il contrario del pluralismo, non a caso questa Rai ha subito per la prima volta nella sua storia una sanzione di ben 40 pagine dall’Agcom. Anche la qualità precipita, lo vediamo ad esempio sul 25 aprile”.
Sulla Festa della Liberazione il servizio pubblico non ha fatto abbastanza?
“La7 ha già dedicato mercoledì un’intera prima serata con il film sull’ultimo Mussolini e Atlantide di Purgatori con Paolo Mieli in studio, ieri a Piazzapulita da Formigli c’è stato il monologo di Stefano Massini. La Rai dov’è? Su un tema come il 25 aprile, oggi oggetto in particolare di dibattito e tentativi addirittura di revisionismi, approfondimenti e riflessioni si trovano sulla tv commerciale, mentre chi è pagato per sviluppare discussione e conoscenza come il servizio pubblico latita. E i cittadini, allora, perché devono pagare il canone per questa Rai?”.

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