Gino Strada: "Lasciare aperte le fabbriche di armi è una follia, un crimine sociale"

Il fondatore di Emergency: "La sanità pubblica è stata massacrata dai tagli per anni. Poi ci ritroviamo col fiato corto. Forse bisognerà pensare dove mettere le nostre risorse. Non in armi".

Gino Strada
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2 Aprile 2020 - 20.24


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“Ci sono decine di migliaia di morti, eppure ci sono due Commissioni che parlano di spendere 2 miliardi e rotti di euro per la creazione di due sottomarini. Stiamo chiudendo tutte le fabbriche non essenziali, eppure la nostra politica ritiene che le fabbriche di ari debbano rimanere aperte. Questa è una follia, è un crimine sociale”.

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Sono parole di rabbia quelle di Gino Strada, ospite a Piazzapulita, che ha da ridire anche sulla gestione della sanità: “La sanità pubblica è stata massacrata dai tagli per anni. Poi ci ritroviamo col fiato corto. Forse bisognerà pensare dove mettere le nostre risorse. Non in armi. Non è normale che non si trovino le mascherine. Ogni ospedale dovrebbe essere munito di quello che serve proprio per le emergenze. Ma la preparazione per le emergenze non si può fare durante le emergenze!”.

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