Anzaldi (Iv) bacchetta la Rai: "Non c'è volontà di far spazio alla cultura nel palinsesto"

Il segretario della Commissione di Vigilanza Rai critica la non-risposta della Rai all'appello di Pupi Avati: "Gli italiani sono a casa e pagano il canone, è scorretto non ascoltarli"

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globalist 31 marzo 2020
Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della Commissione di Vigilanza Rai, ha rilasciato una nota in cui afferma: "Le certezze che avevo sulla mancanza di volontà e sull’assenza di esperti in Rai per creare un nuovo palinsesto, per l’emergenza del Coronavirus, sono state confermate pubblicamente dall’azienda. Oggi chi guida la Rai rispondendo a Pupi Avati si dice “convinto che si debba fare di più ma nei modi e nei tempi appropriati. Bisogna trovare un percorso, trovare un equilibrio tra le diverse sensibilità culturali. Se si cedesse all’improvvisazione...” . In poche parole:non disturbateci e lasciateci sperperare il canone, se non vi piace cambiate canale". 
Anzaldi si riferisce a un appello di Pupi Avati, che aveva chiesto alla Rai di modificare il palinsesto per inserire nuovi contenuti culturali in questo tempo in cui gli italiani sono bloccati a casa. 
"Un atteggiamento assolutamente criticabile" scrive Anzaldi, "se insieme alle pubbliche richieste di cambiamento avanzate da tanti intellettuali analizzassimo anche i dati di ascolti di questo periodo. Interessante l’analisi di Aldo Fontanarosa per Repubblica che afferma quanto sarebbe giusto e doveroso ascoltare il mondo della cultura.
Allora mi permetto io di avanzare un proposta agli intellettuali: perché non fate un regalo agli abbonati (ovvero a tutti gli italiani visto che canone è in bolletta) con una vostra iniziativa? Riunitevi in una chat su whatsapp e stilate voi delle proposte di correzioni del palinsesto Rai, proponetele pubblicamente alla Rai e vediamo se finalmente qualcuno a Viale Mazzini ascolterà. Un tempo si sarebbe detto: fatelo in streaming".
"Se la Rai accetterà questi consigli, sarà una soddisfazione per voi e un vero vantaggio per i telespettatori, se non dovesse accettarli gli italiani si renderebbero conto di cosa avrebbero potuto avere su l’unica televisione che effettivamente pagano. Potrebbe essere un gruppo bello e variegato culturalmente che sperimenti o che semplicemente non banalizzi le nostre infinite giornate. Personalità del calibro di Pupi Avati, Claudio Magris, Renzo Arbore, Giovanni Minoli, Riccardo Muti, Oliviero Toscani, Vittorio Sgarbi, Fedez e Chiara Ferragni, Roberto Cicutto e tanti altri. Magari ci riuscissimo!
In questi giorni a casa, aiutando nei compiti, mi sono imbattuto in una frase di Tacito: “Tentando molte cose si riesce a compiere cose che i neghittosi credevano impossibili”.