Strage di Bologna, l'amaro commento di Fiorella Mannoia: "85 vite spezzate da gentaglia che non pagherà"

Così la cantante ha commentato la chiusura del filone di indagini della Procura di Bologna: "La tristezza infinita è la considerazione che noi siamo corpi sacrificabili"

Fiorella Mannoia

Fiorella Mannoia

globalist 12 febbraio 2020
Ieri la Procura di Bologna ha chiuso la nuova inchiesta sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, che ha provocato 85 morti e 200 feriti, con la notifica di quattro avvisi di fine indagine. Tra i destinatari ci sono Paolo Bellini, ex An, ritenuto l'esecutore dell'attentato in concorso con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D'Amato e Mario Tedeschi. Sono tutti deceduti e sono ritenuti mandanti, finanziatori e organizzatori della strage, oltre che in concorso con i Nar già condannati. Altri tre avvisi riguardano ipotesi di depistaggio e falsità ai pm.
Ciò che colpisce è il fatto che la verità su questa strage sia stata per anni insabbiata, coperta, resa intangibile alle mani della giustizia. E c'è quindi del vero nelle parole di Fiorella Mannoia, che su twitter scrive: "La tristezza infinita è la considerazione che noi siamo corpi sacrificabili, sacrificabili a interessi che stanno sopra le nostre teste sacrificabili al Dio denaro, al Dio potere, al Dio che vi venga un colpo.85 corpi spezzati da questa gentaglia che non ha pagato e che non pagherà". 
E poi conclude: "Pasolini scriveva: io so i nomi. Li sapevamo anche noi Pierpà.