Fedez attacca Salvini al citofono: "Voleva fare il giustiziere ma sembra un testimone di Geova"

Il musicista: "Sembra banale dirlo, ma in uno stato di diritto non dovrebbe essere la portinaia del condominio a dare l'etichetta di spacciatore"

Salvini a Bologna

Salvini a Bologna

globalist 22 gennaio 2020


Un giustiziere di carta. Che importuna ragazzini tunisini, forte della sua scorta pagata dagli italiani e non da solo.


Le critiche sono state tante. Anche nel mondo degli artisti: "Stamattina mi imbatto in questo video dove, in sostanza una signora dice al buon Salvini che il tipo del primo piano spaccia e lui decide di dare vita a questo teatrino. Sembra banale dirlo, ma in uno stato di diritto non dovrebbe essere la portinaia del condominio a dare l'etichetta di spacciatore. Il buon Matteo forse voleva vestire i panni del giustiziere, mi è sembrato più un testimone di Geova mancato".
A scriverlo nelle storie di Instagram stamattina è Fedez, commentando la vicenda che ha visto Matteo Salvini suonare ieri al citofono di un presunto 'spacciatore'.
"Questa scena è comica eppure non mi viene da ridere", aggiunge il marito di Chiara Ferragni, che accompagna il suo commento con lo screenshot di una foto in cui si vede Salvini che parla con il capo ultras del Milan, condannato per spaccio di droga. "Chissà se si sono conosciuti durante il tour dei citofoni", scrive Fedez sull'immagine.