Massini: “La mania del nuovo ci ha resi incapaci di riparare il nostro passato”

Il primo monologo del nuovo anno di Stefano Massini a Piazzapulita, e parliamo proprio del nuovo: "Niente è più vecchio del nuovo che avanza, diceva Oscar Wilde, e aveva ragione"

Stefano Massini
Stefano Massini
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9 Gennaio 2020 - 22.09


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Primo monologo del nuovo anno per Stefano Massini a Piazza Pulita, e primo anche del nuovo decennio. Ed è proprio del ‘nuovo’ che parla stasera l’attore, partendo da quello che gli ha detto un bambino del Camerun che ha incontrato in un centro sociale: “Qui da voi è tutto nuovo, da noi le cose sono vecchie e rotte”. 
“In questi giorni ho ripensato a queste parole, leggendo di quell’altro bambino che è morto congelato, aggrappato al carrello di un aereo. Forse anche lui sognava il nuovo, questo mondo occidentale dove tutto è sempre così bello. E ho anche pensato che la più grande lezione su questo tema me l’ha data un mio amico, che ha un hobby: nel tempo libero si mette a riparare orologi”. 
“Il mio amico ha un rapporto forte con il tempo, non è solo quello che scorre intorno a noi ma anche quello dentro gli orologi”

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“Riparare è tutto: viviamo in un epoca in cui non ripariamo più. Viviamo circondati da oggetti che cercano costantemente di essere nuovi, e appena compri qualcosa un anno dopo è già vecchia, non ti conviene ripararlo perché c’è qualcos’altro in offerta. Ecco perché è tutto nuovo, mentre nella grande pattumiera del mondo le cose sono vecchie.

Ma mi sento di dire a quel bambino che le cose non stanno come le vedi tu: le persone che camminano per strada non sono felici. Noi bianchi e occidentali non siamo così nuovi di zecca come vorremmo sembrare. Questa mania di avere sempre per le mani oggetti nuovi si è impossessata di noi: è reato invecchiare, reato ammalarsi: i nostri corpi hanno senso di esistere solo se sono nuovi, tonici, se abbiamo vent’anni e voglia di vivere. Niente è più vecchio del nuovo che avanza, diceva Oscar Wilde, viviamo nella fiammata nel momento. I social vivono circoscritti nell’attimo, noi viviamo ancorati al momento e svendiamo il nostro passato. Non siamo più in grado di rimettere insieme gli orologi. Ed è per questo che ho deciso di cominciare questo nuovo decennio non mostrandovi le immagini dei neonati, come si fa di solito a inizio anno, ma facendo gli auguri a questo mio vecchio amico orologiaio: Adriano Celentano, che oggi compie 80 anni”. 

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