L'Ungheria omofoba di Orban non parteciperà al prossimo Eurovision: "È troppo gay"

Il governo non ha né smentito né confermato la notizia, ma un membro dell'esecutivo ha detto che non partecipare farà bene alla 'salute mentale' del paese

Conchita Wurst

Conchita Wurst

globalist 28 novembre 2019

Secondo quanto riporta il Guardian, dietro la decisione dell'Ungheria di non partecipare alla prossima edizione dell'Eurovision, la competizione canora cui partecipa un cantante pop da ogni paese europeo (nell'ultima edizione partecipò Mahmood per l'Italia, dato che aveva vinto Sanremo. Si classificò secondo), ci sarebbe il fatto che la manifetsazione sarebbe 'troppo gay' per i gusti del governo guidato da Viktor Orban. 
L'omofobia in Ungheria è diventata un problema serio: il governo ha varato una politica 'family first', che consiste nel fornire aiuti economici esclusivamente alle coppie eterosessuali sposate per incrementare il numero delle nascite, e contemporanemente rilascia dichiarazioni esplicitamente contro la comunità Lgbt. Addirittura, l'adozione da coppie omogenitoriali è stata paragonata alla pedofilia e un membro del governo, commentanto la questione Eurovision, ha definito la manifestazione una 'flottiglia gay' e ha detto che il fatto che l'Ungheria non parteciperà aiuterà la 'salute mentale' del paese. È dal 17 maggio del 1990 che l'omosessualità è stata depennata dalla lista delle Icd, la classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati ad esse. 
Il governo ungherese non ha né confermato né smentito che questa sia la motivazione dietro la decisione di non partecipare all'Eurovision. Una fonte dell'Mtva, un'emittente ungherese, ha detto al Guardian che "l'Ungheria supporterà i propri cantanti a livello nazionale", che non è una risposta.