Civiltà Cattolica omaggia Camilleri: "La sua era una voce di speranza per tutti"

Nel prossimo numero della rivista dei gesuiti sarà presente un pezzo dal titolo "Andrea Camilleri. Quel respiro 'profunno che gli slargava il petto'".

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri

globalist 19 settembre 2019
Andrea Camilleri si è sempre dichiarato non credente, ma la rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica nel suo prossimo numero dedicherà un articolo allo scrittore scomparso il 17 luglio scorso, definendolo "una voce di speranza per la sua attenzione all'altro, nel bene e nel male". 
"Nelle complesse vicende contenute nei romanzi", non solo in quelli polizieschi che hanno per protagonista Salvo Montalbano, "si comprende come Camilleri sia attento all'umanità, spesso intaccata dalla malvagità" si legge nell'articolo dal titolo "Andrea Camilleri. Quel respiro 'profunno che gli slargava il petto'".
"Il suo Commissario Montalbano raccoglie un'eredità propria dell'animo del suo autore: un'attenzione speciale per chi segue la propria coscienza a volte fino alle più drammatiche conseguenze. La sua umanità si spinge oltre la legge stessa, non garantisce solamente l'adempimento delle regole, ma si contamina del dolore e della disgrazia" continua il pezzo. 
L'articolo della "Civiltà Cattolica" evidenzia un altro aspetto dell'opera di Camilleri: il tempo e il dialogo tra le generazioni. "Camilleri sente il tempo che passa. Ne è testimonianza il libretto, sotto forma di lettera, intitolato 'Ora dimmi di te. Lettera a Matilda' (2018), dedicato alla piccola pronipote. In esso la scrittura diviene non solo luogo della memoria, ma possibilità di incontro con chi leggerà in futuro ciò che è stato scritto; la parola scritta diventa il ponte attraverso il quale anche la futura assenza potrà diventare presenza". 
Andrea Camilleri, riconosce la rivista dei Gesuiti, "deve certo la sua popolarità al suo commissario Montalbano, e soprattutto alla fortunata e amata trasposizione televisiva dei suoi romanzi. Ma egli ha attraversato con la sua opera letteraria, teatrale e cinematografica un lungo tempo, che va dal dopoguerra fino ai giorni nostri".
"La sua è stata una voce che spesso ha denunciato gli abusi di potere, le corruzioni, mostrando come essi concorrano a impoverire la terra che abitiamo e a inaridire l'animo umano. Ma è stata soprattutto una voce di speranza", conclude Claudio Zonta.