Su Rai 1 torna Miss Italia all’insegna di opacità e omertà

Dopo sei anni torna il concorso di bellezza in prima serata, per volere di M5s-Lega. Ma la decisione è stata presa senza consultare il Cda e nessuno sembra rispondere alle dovute domande

Le concorrenti di Miss Italia

Le concorrenti di Miss Italia

globalist 6 settembre 2019
di Michele Anzaldi 

Questa sera su Rai1 torna Miss Italia, dopo 6 anni di assenza. Un ritorno all’insegna della totale opacità, come se i vertici aziendali in qualche modo si vergognassero di aver riportato il concorso che nel 2013 l’allora presidente Tarantola aveva giudicato non più adeguato al Contratto di Servizio e alla mission del servizio pubblico.
Perché nel 2019 la Rai guidata da una maggioranza M5s-Lega ha deciso di far tornare le miss sul primo canale del servizio pubblico? Perché questa decisione è stata presa ad agosto, senza alcun passaggio nel Cda, senza che ne fosse stata fatta alcuna menzione in sede di presentazione ufficiale dei palinsesti a maggio?
Mistero. Nessuno conosce le risposte.
Addirittura 3 consiglieri di amministrazione (Borioni, Coletti e Laganà) hanno protestato pubblicamente e inviato una lettera formale con richiesta di chiarimenti all’Amministratore delegato Salini, ma a distanza di due settimane da quella protesta non si ha alcuna notizia di alcuna presa di posizione dell’Ad.
Perché tanto silenzio? Perché tanta omertà? Perché una trasmissione giudicata non più in linea con il servizio pubblico sei anni fa ora è tornata misteriosamente presentabile? Cosa è cambiato?
A queste domande nessuno ha dato risposta, sebbene io abbia presentato un’interrogazione alla Rai in commissione di Vigilanza.
In questi giorni sono poi emersi ulteriori lati oscuri, riguardanti la situazione societaria dell’organizzatrice della manifestazione, Patrizia Mirigliani. Secondo alcune inchieste giornalistiche, la società Miren Srl, la stessa cui le ragazze aspiranti Miss Italia devono inviare l’iscrizione al concorso, sarebbe gravata da un contenzioso di 1-2 milioni di euro con la società cui negli ultimi anni è stato dato l’appalto per produzione televisiva della kermesse. L’accusa sarebbe quella di non aver saldato i debiti, c’è in corso una controversia di fronte alla magistratura.
Alla luce di questa situazione, è opportuno che la Rai faccia piovere sulle società della Mirigliani un ritorno economico milionario, tra finanziamenti diretti, spese a carico della Rai (come il conduttore) e l’aumento esponenziale del valore commerciale dell’evento grazie alla messa in onda sul primo canale Rai? Un caso del genere non avrebbe meritato una discussione approfondita in Cda?
Ho inviato una segnalazione ufficiale al magistrato della Corte dei Conti che ha la funzione di controllare la Rai, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Silenzio anche in questo caso.
Perché tutto questo segretezza? Perché tutta questa omertà? Che c’è dietro? Chi ci guadagna?
Sul concorso sono piovute, peraltro le critiche delle associazioni, della Cgil, delle commissioni pari opportunità del sindacato giornalisti, addirittura è intervenuta una scrittrice e intellettuale del calibro di Dacia Maraini, ma nulla ha smosso la Rai, che propone nientemeno che il televoto per giudicare l’aspetto fisico delle ragazze e decretare la vincitrice. E i telespettatori in pochi minuti di passerella televisiva in base a cosa voteranno? Difficilmente si esprimeranno giudicando le capacità delle ragazze.