Fare luce sui "buffi" di Miss Italia: una lettera alla Corte dei Conti

Una lettera del segretario alla Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi per i presunti debiti del marchio Miss Italia con la società organizzatrice

Patrizia Mirigliani con le Miss

Patrizia Mirigliani con le Miss

globalist 28 agosto 2019
Michele Anzaldi, segretario Pd alla Commissione di Vigilanza Rai, ha scritto una lettera per fare chiarezza sui debiti non pagati che ammontano a oltre 1 milione di euro del marchio Miss Italia con la società Consorzio Gruppo Eventi, organizzatrice delle ultime due edizioni del concorso. Di seguito il testo: 

Gentile Magistrato,
sul ritorno di “Miss Italia” nei palinsesti Rai, senza alcun passaggio in Cda ma anzi con i consiglieri che hanno denunciato di essere stati tenuti all’oscuro della decisione comparsa in pieno agosto senza alcuna comunicazione ufficiale dell’azienda, emergono profili preoccupanti e inquietanti intrecci societari di società fotocopia sui quali Le chiedo di valutare un approfondimento.
Secondo quanto pubblicato dal quotidiano “Avvenire”, la società Miren Srl, di proprietà di Patrizia Mirigliani (titolare del marchio “Miss Italia”) e destinataria dei moduli di iscrizione delle concorrenti al concorso, come si vede dal sito ufficiale della manifestazione, avrebbe un contenzioso di oltre 1 milione di euro con la società Consorzio Gruppo Eventi, organizzatrice delle ultime due edizioni del concorso.
L’avvocato della Miren, Pieremilio Sammarco, in una lettera inviata al sito “Today” lo scorso luglio smentisce che il concorso di Miss Italia sia coinvolto, perché riferisce che Miren Srl e Miss Italia Srl sono due società distinte. Secondo quanto si può verificare sul sito ufficiale del concorso, però, entrambe le società hanno sede presso lo stesso indirizzo, piazza di Villa Carpegna 45 a Roma.
Secondo quanto riferisce il quotidiano “Italia Oggi”, la manifestazione “Miss Italia” viene sostanzialmente finanziata quasi interamente da soldi pubblici: 1 milione di euro pagati dai comuni di Jesolo, Mestre e Venezia, oltre a quanto verserà la Rai. La direttrice di Rai1, Teresa de Santis, al “Corriere della sera” ha confermato che conduttore, regista e un autore saranno a carico di Viale Mazzini. Trattandosi di ruoli fondamentali, anche le cifre a carico del servizio pubblico si preannunciano significative.
Grazie alla messa in onda su Rai1, che aumenta considerevolmente il valore commerciale del marchio, gli organizzatori di Miss Italia potranno contare su uno sfruttamento a fini commerciali del valore di 2 milioni di euro, come riferisce ancora “Italia Oggi”.
E’ possibile che chi ha un contenzioso giudiziario di oltre un milione di euro, con la società Consorzio Gruppo Eventi che ha annunciato la richiesta ai magistrati di sequestro di beni per 1,3 milioni di euro nei confronti delle società facenti riferimento a Patrizia Mirigliani, possa lavorare tranquillamente con il servizio pubblico Rai? Ed è accettabile che una decisione del genere venga presa tenendo all’oscuro il Cda e lo stesso magistrato della Corte dei Conti, che partecipa ai consigli e vigila sull’azienda?
Credo sia opportuno che vengano effettuate tempestive verifiche per tutelare i soldi dei cittadini, che con il canone finanziano la grande maggioranza del bilancio Rai.