Venditti ha giustificato Salvini sulla Diciotti: tutto il resto sono chiacchiere

Il cantante oggi ribadisce: "non sto con Salvini", ma la sua frase sulla Diciotti è chiarissima. Giustificare Salvini perché 'in linea con i tempi' non è un pensiero di sinistra, ma populista

Antonello Venditti

Antonello Venditti

globalist 7 marzo 2019
Le parole sono importanti. E soprattutto rimangono. Quindi, per il caso di Antonello Venditti, le cose sono due: o Vanity Fair, cui ha rilasciato l'intervista che l'ha portato al centro della burrasca, ha virgolettato male, oppure il cantautore ha detto proprio quella che ha detto. E la frase "Matteo Salvini? Parla il linguaggio dell’epoca in cui vive. E sul caso Diciotti ha agito in nome di un superiore interesse nazionale, lo hanno capito tutti" vuol dire una cosa sola: giustificare l'operato del ministro in quanto 'in linea con i tempi'. 
Oggi, con una diretta Instagram, il cantante ha rivendicato il suo essere di sinistra e che lui "può mai essere amico di Salvini? C'ho pure litigato". Ha rispiegato il suo punto di vista, che se l'avesse fatto prima e meglio si sarebbe risparmiato la bufera. Facile limare, aggiustare e spiegar meglio il giorno dopo. Lo ha fatto Berlusconi per anni, lo continuano a fare i cinque stelle oggigiorno. Venditti sarà anche contro Salvini, avrà anche voluto dire che lui "si riferiva al linguaggio e all'estrema assurdità di questa faccenda, era una critica all'Europa per tutto quello che è successo e una critica alla debolezza della sinistra". Non lo si mette in dubbio. Il problema, lo dice lui stesso, sta nel linguaggio. 
Venditti intendeva dire che le ragioni e le motivazioni della sinistra sono sbagliate, che Salvini viene attaccato in modo errato e che la gente, il 'popolo', alla fine "guarda ai risultati". Ma i risultati di cosa? I migranti della Diciotti alla fine sono sbarcati, tutta Europa ha capito che il nostro ministro dell'Interno li ha tenuti prigionieri su quella nave e che i cinque stelle lo hanno salvato per non far cadere il governo. La realtà dei fatti è questa, e la battaglia su cui si deve combattere è questa, che sia impopolare o meno. Per dirla alla Venditti, 'tutto il resto so' cazzate'.