Tutte le tragedie e le stragi del dopo 8 settembre che Giuseppe Conte ignora

Evidentemente il giorno nel quale a scuola spiegarono l'armistizio firmato da Badoglio il premier era assente

La firma dell'armistizio dell'8 settembre

La firma dell'armistizio dell'8 settembre

Giancarlo Governi 9 settembre 2018

Evidentemente, il presidente del consiglio dei ministri Conte, quando alle medie hanno spiegato l’8 settembre, era assente. Ma poi cinque anni dopo, al liceo, quando il professore di Storia l’ha spiegato di nuovo, in maniera più approfondita, era assente di nuovo ed è passato dalla dichiarazione di guerra del 1940 direttamente al 25 aprile, la ricostruzione, la Costituente, la Repubblica. Poi altre assenze, che gli hanno fatto saltare un decennio buono, e si è ritrovato direttamente al miracolo economico. Bisogna avere pazienza, il ragazzo era cagionevole di salute ma poi si è ripreso e questi vuoti culturali non gi hanno impedito di laurearsi, di diventare un professore di diritto a anche di diventare presidente del consiglio.
Se non ci fossero state quelle assenze, il presidente Conte avrebbe appreso che l’8 settembre fu dichiarato un armistizio, i soldati italiani lo seppero dalla radio che gli Alleati non erano più nemici e che, di conseguenza gli ex alleati tedeschi, presenti in forze nel territorio italiano, diventavano nemici occupanti. Il re si dava alla fuga, lasciando l’esercito senza ordini e senza disposizione, se non quella di un”tutti a casa” che in molti casi si tramutò in una vera e propria tragedia.
Qualcuno disse che l’8 settembre era morta la Patria, ma il Presidente Carlo Azelio Ciampi fece notare, anni dopo. che la patria, proprio quel giorno risorse a nuova vita: a Porta San Paolo. dove i soldati italiani non deposero le armi ma, coadiuvati da tanti civili, difesero la Capitale per quattro giorni e quattro notti dall’assalto dei tedeschi. A Cefalonia 5000 militari della divisione Acqui preferirono la morte, piuttosto che cedere le armi al nuovo nemico. Pochi giorni dopo il popolo napoletano insorse e, in quattro gloriose giornate, si liberò dai tedeschi.
Se non ci fossero state quelle assenze, il presidente Conte saprebbe che, contemporaneamente alla fuga indisturbata del re, quasi un baratto, quattro tedeschi su un aliante portarono via Mussolini, prigioniero a Campo Imperatore. E lì ebbe inizio una sanguinosa guerra civile, fra i fedeli al governo fantoccio instaurato da Mussolini al nord e il resto dell’Italia. Una guerra civile in cui i tedeschi invasori riempirono l’Italia di stragi efferate contro popolazioni inermi. Ha mai sentito parlare, presidente Conte, di Marzabotto, di Sant’Anna di Stazzema, delle Fosse Ardeatine e di tantissime altre stragi? Se non ne ha sentito parlare, le faremo omaggio del libro, scritto da un grande e coraggioso giornalista che si chiamava Franco Giustolisi, intitolato “L’armadio della vergogna”. Ha mai sentito parlare, signor presidente, del milione di soldati italiani internati nei campi di concentramento nazisti dove molti di loro trovarono la morte? Se non ne ha sentito parlare, le manderemo in omaggio il libro di Giovannino Guareschi, sì quello di Don Camillo, “Diario clandestino”.
Da quei soldati sbandati senza ordini, nacque la Resistenza. Ne avrà sentito parlare qualche volta, anche se a scuola era sempre assente. Se non ne ha sentito parlare non le manderemo un libro, che richiede troppo tempo di lettura, e noi sappiamo che lei di tempo ne ha poco, ma il dvd di un film di Luigi Comencini (sa quel regista nonno dell’ex ministro Calenda?), che si intitola “Tutti a casa” e che ha per protagonista il grande attore Alberto Sordi. E non mi dica che questo non lo conosce!
Ci vorranno 19 mesi, che saranno mesi di morti di distruzione, per arrivare a quel famoso 25 aprile, a quella liberazione che, sempre per colpa delle sue assenze scolastiche, lei data all’8 settembre. E’ il 25 aprile lo spartiacque della storia, da lì partiranno il referendum istituzionale, che farà diventare l’Italia una Repubblica, una Costituzione che lei conosce bene, sennò che professore di diritto sarebbe… e poi la ricostruzione e anni di lavoro, per l’esattezza una decina e più, per arrivare a quel miracolo economico che fu il coronamento dei tanti sacrifici di un popolo uscito dal fascismo e dalla guerra.