Salvini querela Saviano, lo scrittore minacciato di morte dai camorristi

Con carta intestata del ministero dell'Interno il vicepremier ha dato via all'iter. La polemica innescata del leghista che ha minacciato di togliere, dopo 11 anni, la scorta all'autore di Gomorra

Saviano querelato da Salvini

Saviano querelato da Salvini

globalist 19 luglio 2018

Dopo decine di minacce Matteo Salvini ha querelato lo scrittore Roberto Saviano. Una querela presentata in qualità di ministro dell'Interno e su carta intestata del Viminale. A rivelarlo è l'Huffington Post che precisa: la denuncia "è stata depositata nella giornata di oggi anche se nel foglio di presentazione della questura di Roma è scritta la data del 20 luglio", cioè domani. Le tensioni tra Saviano e Salvini sono iniziate dopo l'annuncio del ministro intenzionato a togliere la scorta all'autore di Gomorra, che vive in una residenza protetta da 11 anni dopo le minacce di morte ricevute, a più riprese, dal clan camorristico dei Casalesi.


Saviano non si è fatto intimidire dalla prepotenza del leghista e in un lungo messaggio su Facebook ha scritto : "Le parole pesano, e le parole del Ministro della Malavita, eletto a Rosarno (in Calabria) con i voti di chi muore per 'ndrangheta, sono parole da mafioso. Le mafie minacciano. Salvini minaccia. Il 17 marzo, subito dopo le elezioni, Matteo Salvini ha tenuto un comizio a Rosarno. Seduti, tra le prime file, c'erano uomini della cosca Bellocco e persone imparentate con i Pesce. E Salvini cosa fa? Dice questo: "Per cosa è conosciuta Rosarno? Per la baraccopoli". Perché il problema di Rosarno è la baraccopoli e non la 'ndrangheta. Matteo Salvini è alla costante ricerca di un diversivo e attacca i migranti, i Rom e poi me perché è a capo di un partito di ladri: quasi 50 milioni di euro di rimborsi elettorali rubati".


Solo due giorni fa lo scrittore sempre su Fb ha scritto: "Assassini! Ministro della mala vita, sui morti in mare parla di 'bugie e insulti', ma con quale coraggio? Confessi piuttosto: quanto piacere le dà la morte inflitta dalla guardia costiera libica, sua (mi fa ribrezzo dire 'nostra') alleata strategica? Lei che sottolinea continuamente di essere padre, 'da papà quanta eccitazione prova a vedere morire bimbi innocenti in mare? Ministro della mala vita, l'odio che ha seminato la travolgerà. Come travolgerà gli imbelli a 5stelle, e tra di loro l'impresentabile Toninelli, sodale del ministro degli Interni in questa tetra esaltazione della morte degli ultimi della terra". "E noi tutti, che oggi ci vergogniamo di vivere questi tempi per la nostra impotenza - aggiunge -, abbiamo il dovere di ricordare i nomi di coloro i quali hanno legittimato questi assassini. Dobbiamo ricordare i nomi degli influencer cialtroni finanziati da Mosca, di quelli che all'occorrenza spacciano fake news ed elaborano teorie del complotto: i vostri nomi li conosciamo bene". "Dobbiamo ricordarci dei giornalisti che hanno preferito cavillare - dice ancora - per non prendere posizione, per calcolo o per mancanza di coraggio, e che magari tra qualche tempo diranno: 'Non ero io, non intendevo dire quello'. Dobbiamo ricordare anche il nome di chi ha semplicemente preferito ignorare e odiare: non basta non essere nessuno o nascondersi dietro un nickname. La storia ti insegue. La storia non dimentica".
Contro Saviano scende in campo anche Sgarbi che scrive sui social:"Seduto comodamente dietro una scrivania, imbellettato come uno sposino - scrive - Sa viano con una violenza verbale che ne rivela l'indole bullesca, mentre dice a Salvini: «Confessi: quanto piacere le dà la morte inflitta dalla guardia costiera libica?», sulla sua pagina Facebook pubblicizza streaming a pagamento) su se stesso dal titolo «Saviano, uno scrittore sotto scorta»". Quindi la stoccata finale: "Il solo che vive della «strategia della paura» è proprio Saviano. Con un chiaro obiettivo: alimentare il culto di se stesso. Nell'attesa del prossimo documentario. Del prossimo "bestseller". Magari di una prossima trasmissione televisiva"