Venduto per 450 milioni di dollari il 'Salvator mundi' di Leonardo

Il dipinto, sulla autenticità del quale il mondo degli esperti sembra ancora essere diviso, era l'ultimo in mani private. Resta sconosciuto l'acquirente

il ''Salvator mundi'' di Leonardo

il ''Salvator mundi'' di Leonardo

globalist 16 novembre 2017

Il ''Salvator Mundi'', dipinto su legno attribuito a Leonardo da Vinci, è stato venduto all'asta, a New York, da Christie's, per la cifra record di 450,3 milioni di dollari (compresi i diritti di asta), un record per qualsiasi opera d'arte. Il nome dell'acquirente, per il momento, è ancora coperto da anonimato.
Una cifra record soprattutto se si considera il particolare momento del mercato, che sembra privilegiare l'arte contemporanea.
All'asta hanno presenziato o partecipato molti degli uomini più ricchi o più importanti nel mondo dell'arte: il miliardario cinese Budi Tek, quello americano Eli Broad, Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani (sorella dell’Emiro del Qatar e presidente dei musei dell’emirato), Uli Sigg (collezionista svizzero con una raccolta d’arte cinese di 200 milioni di dollari), Dasha Zhukova (moglie del miliardario russo Roman Abramovič), Hecilda e Sergio Fadel (tra i principali promotori dell’arte contemporanea in Brasile), Gerhard Richter (il grande maestro informale, tra gli artisti viventi più cari al mondo).
Singolare la storia di questo quadro (65 cm per 45) per che nel 1958 fu acquistato per appena 75 dollari, ma il cui valore è schizzato in alto in modo esponenziale quando, nel 2005, è stato attribuito a Leonardo. Il genio avrebbe dipinto il quadro nel 1499, prima di abbandonare Milano
Ma intorno al ''Salvator Mundi'' è scoppiata una guerra giudiziaria tra il miliardario russo Dmitri Rybolovlev, che ha messo l'opera all'asta, ed il mercante d'arte svizzero Yves Bouvier, che glielo ha venduto e che lui accusa d'averlo truffato.
Bouvier acquistò la tela da Sotheby's per 80 milioni di dollari nel 2013, per poi rivenderla a Rybolovlev per 127,5 milioni di dollari.
Mentre la battaglia legale tra i due imperversa nelle aule di giustizia, ora Buvier potrà forse dimostrare che, in fondo, la differenza tra il prezzo spuntato all'asta dal quadro e quello con cui l'ha venduto al magnate ruiso gli dà ragione.