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Di padre in figlia, una serie Rai sull'emancipazione femminile

La fiction in 4 puntate in onda su Rai1 dal 18 aprile

Cristiana Capotondi
Cristiana Capotondi

globalist

8 Aprile 2017 - 12.31


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La fiction racconta le avventure di Maria Teresa Franza (Cristiana Capotondi) e della sua famiglia produttrice di grappa in un periodo compreso dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta. Di padre in figlia, la fiction in 4 puntate in onda su Rai1 dal 18 aprile in prima serata per la regia di Riccardo Milani, è una storia di lotta ed emancipazione femminile, dove spicca un padre all’antica Alessio Boni che interpreta Giovanni Franza, genio della distilleria ma ruvido e intransigente. “Maria Teresa – spiega Capotondi – è una pacifica rivoluzionaria. Decide di andare contro il potere paterno e di studiare Chimica a Padova”.

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Accanto a Boni Stefania Rocca nel ruolo di moglie e madre. E ancora una radiosa Matilde Gioli, la secondogenita quella che che se frega dell’azienda di famiglia “sogna di trasferirsi a Milano per fare la ballerina o la modella ma che rimarrà intrappolata nella sua stessa sete di libertà rimanendo incinta” del figlio del sindaco del paese (Domenico Diele) e verrà costretta, dal padre, a sposarsi (un matrimonio in fondo anche di convenienza, visto il potere di entrambe le famiglie politico ed imprenditoriale). Una fiction girata a Bassano del Grappa sull’imprenditoria femminile, nata non a caso da un’idea di un’altra donna, Cristina Comencini.

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Tra tensioni, conflitti e ribellioni, il potere della figura paterna viene sostituito, in modo nuovo e lungimirante, dalle tre figlie e dalla madre, la quale ha coltivato in loro i suoi desideri irrealizzati di libertà, indipendenza e amore. “Affrontare “Di padre in figlia”, spiega il regista Riccardo Milani ha significato per me, ancora una volta, l’impresa difficile e importante di raccontare il mio Paese, la sua storia, le sue trasformazioni. Un padre che eredita dalla cultura del tempo il suo ruolo di padre padrone e non sa affrontare il cambiamento, l’emancipazione femminile, rimanendo aggrappato al bisogno di tramandare all’unico figlio maschio il ruolo guida dell’azienda di famiglia. E impone scelte forzate di vita alla moglie e alle sue tre figlie femmine. Donne che saranno capaci di essere protagoniste delle propria vita”.

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La serie si apre con la moglie di Franza incinta, va a cercare il marito in una casa chiusa dove minaccia di partorire se non torna a casa. Ma anni dopo sarà proprio la prostituta (Francesca Cavallin) che l’uomo frequentava, a diventare la sua migliore alleata (nel frattempo è diventata sarta). Nel cast anche Denis Fasolo, Alessandro Roja, Demetra Bellina, Roberto Gudese. Boni fa notare: Franza “era un uomo pragmatico, per lui contava solo il riscatto economico. Raramente leggo sceneggiature che mi commuovono, come questa. Il mio personaggio despota e tiranno? Non lo era; era semplicemente un uomo degli anni ’50. Era mio bisnonno, mio nonno. Il patriarcato in quell’epoca era la norma. Mio padre si vergognava di portare nel passeggino me. Franza era un uomo che non era stato educato a certi tipi di sentimenti. non aveva i codici per poter dare consigli alla figlia.

Ancora oggi la parità di genere non è stata raggiunta nei fatti, basti pensare agli stipendi dei dirigenti donne. Non è il Franza a metterci tantissimo a comprendere le richieste delle figlie, ma è l’Italia che ci ha impiegato tantissimo”. Il produttore Angelo Barbagallo aggiunge “le cose che faccio spesso hanno a che fare con la memoria; mi piace, perché l’Italia ha perduto la memoria; riportare l’attenzione su passaggi fondamentali della nostra Italia mi dà grande soddisfazione”. Per Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction “Di Padre In Figlia ha una materia emotiva incandescente, ma attraversa anche temi alti: il racconto del Paese e dei suoi cambiamenti. È un racconto dal punto di vista delle donne”.

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