Taranto, salta il concerto del 1° Maggio: la politica cerca di strumentalizzarlo

Gli organizzatori hanno voluto lanciare un segnale all'amministrazione, rimandando il concertone al 2018

Concertone Primo Maggio Taranto
Concertone Primo Maggio Taranto
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12 Marzo 2017 - 17.48


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In pochi anni era diventato il concerto alternativo rispetto al decennale Primo Maggio di Roma. 5 anni sono passati dalla prima edizione dell’#Unomaggiotaranto, il concertone promosso e organizzato dal Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, per puntare un faro sul problema ambientale e del lavoro nella città tarantina, martoriata da anni dai veleni dell’Ilva. Ogni anno è cresciuto sempre di più fino a riempire il parco archeologico delle mura greche. Quest’anno però non ci sarà.

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Gli organizzatori hanno comunicato che il concertine pugliese salterà il 2017: è nato nel 2013 dalla forza di volontà di un gruppo di persone che volevano, e vogliono ancora oggi, dare alla propria città un palcoscenico migliore, capace di mostrarla con tutta la sua forza e la sua volontà di cambiamento, pronta a ribaltare un destino che l’ha vista per anni ai margini, inghiottita dalla spirale mortale dell’inquinamento industriale, politico e sindacale. Grazie a #unomaggiotaranto è cambiata la narrazione e la percezione della città, le forze sane e libere del territorio hanno messo su un vero e proprio esempio di rinascita che ha coinvolto grandi artisti e tantissime testimonianze di resistenza da tutta Italia”.

È quindi un arrivederci, non un addio” hanno spiegato gli attivisti del Comitato nel corso di una conferenza stampa a Taranto.
 “Abbiamo ragionato a lungo – è stato aggiunto – sull’opportunità di organizzare anche nel 2017 il più grande evento musicale e di lotta dal basso del Sud Italia, maturando infine una decisione sofferta ma necessaria visto il particolare momento storico che sta vivendo Taranto. Coerentemente con gli ideali che portiamo avanti da sempre, riteniamo di dover dare un segnale forte soprattutto alla politica perché non faccia di questa manifestazione uno strumento per l’imminente campagna elettorale pro o contro qualcuno”.

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Abbiamo proposto tantissimi dibattiti politici e abbiamo portato sul nostro palco innumerevoli voci in questi anni. Da Gino Strada a Varoufakis, da Egidia Beretta madre di Vittorio Arrigoni a Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi, da comitati e associazioni ai lavoratori della Thyssenkrupp e ai No Tav. Come non ricordare le esibizioni live di artisti del calibro di Caparezza, Vinicio Capossela, Subsonica, Fiorella Mannoia, Litfiba, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Afterhours e tantissimi altri ancora”.

Il Comitato ha ribadito: ci siamo sempre distinti per la coerenza. Perciò riteniamo, coerentemente con gli ideali che portiamo avanti da sempre, di dover dare a tutti un segnale forte. Un segnale forte alla politica perché non faccia di questa manifestazione uno strumento per l’imminente campagna elettorale pro o contro qualcuno. Un segnale forte alle forze oscure di questa città pronte a utilizzare per scopi elettorali e politici tutto ciò che ruota intorno a #unomaggiotaranto. Un segnale forte alla città perché quando si spengono le luci, finito lo show e pulito il parco (poi nuovamente abbandonato dall’amministrazione comunale) il Comitato non resti da solo a combattere per i restanti 364 giorni contro le ingiustizie di questo territorio”.

Nel mirino c’è soprattutto l’amministrazione comunale, che “l’anno scorso – si legge in una  nota – ha permesso coscientemente l’abusivismo con una mancanza di controllo da parte delle autorità. Impossibile non ricordare lo sciopero della polizia municipale indetto casualmente proprio la giornata del Primo maggio e che ha provocato gravissime ripercussioni economiche sulla manifestazione. Ma soprattutto un segnale forte lo dobbiamo dare a noi stessi, per quello che siamo riusciti a fare e per quello che saremo capaci di fare per il futuro di questo grande concerto”. Infine un “arrivederci al prossimo anno: #unomaggiotaranto2018”.

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