L'Anas dà il via a GRAart, il Raccordo diventa una galleria d'arte e bellezza

Un progetto artistico per il recupero delle periferie

Raccordo

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globalist 7 marzo 2017

Un vero museo d'arte e bellezza a cielo aperto, disegnato con i colori sgargianti degli spray e le gru a sostituire i cavalletti, per raccontare la storia e il mito di Roma proprio lì, tra rampe e sottopassi del Grande Raccordo Anulare fino a ieri abbandonati, oggi trionfo della Street Art. Debutta così GRAart, progetto d'arte contemporanea promosso dall'Anas con il patrocinio del Mibact e ideato da David ''Diavù'' Vecchiato (il fondatore di MURo - Museo di Urban Art di Roma), per valorizzare le infrastrutture della strada più trafficata d'Italia che già era stata al centro del film Leone d'oro a Venezia Sacro Gra di Gianfranco Rosi, oltre che canzone di Antonello Venditti resa cult da Corrado Guzzanti.


Al lavoro, dieci artisti internazionali per un ideale tour, nelle intenzioni dell'Anas destinato a crescere ancora e anche in altre zone d'Italia, frutto di uno scambio continuo tra gli autori, storia del territorio e cittadinanza. ''Il percorso di recupero delle nostre infrastrutture è per noi strategico - ha spiegato il presidente dell'Anas Giovanni Vittorio Armani - GRAart parte dall'esperimento di un anno fa in un sottopassaggio del Raccordo, al tempo buio e abbandonato, dove oggi invece le persone passano senza più alcuna paura. Dare una connotazione di bellezza, investire artisticamente, fa in modo che questi luoghi non siano più 'luoghi di nessuno' e anzi siano tutelati e curati da tutti''.


''Le periferie - ha commentato il ministro Dario Franceschini - sono il luogo dove si stanno giocando tutte le sfide del futuro, dall'integrazione alla crescita demografica. Innesti di arte contemporanea come questo servono alla riqualificazione del territorio e a dare sfogo a nuovi talenti. Un progetto brillante che - invita - anche altre società proprietarie di strade possono copiare. L'Anas non si offende mica''.