Giornata della Memoria: noi non dimentichiamo

Il 27 gennaio del 1945 l'Armata Rossa superò il cancello del campo di sterminio nazista di Auschwitz e scoprì l'orrore. Oggi è la giornata della Memoria.

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27 Gennaio 2017 - 09.14


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Solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticarci” – Primo Levi

 

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Il 27 gennaio del 1945 l’Armata Rossa superò il cancello del campo di sterminio nazista di Auschwitz. Finì così ufficialmente il più grande omicidio di massa della storia avvenuto in un unico luogo. Secondo i dati dell’US Holocaust Memorial Museum, le SS tedesche uccisero almeno 960 mila ebrei, 74 mila polacchi, 21 mila rom, 15 mila prigionieri di guerra sovietici e 10 mila persone di altre nazionalità..

La storia. Nel 1941 le SS iniziarono a mettere in pratica operazioni di eliminazione di massa di intere comunità di ebrei. Fu introdotto l’uso di camere a gas mobili montate su autocarri e i nazisti aprirono diversi campi di sterminio. Un ruolo fondamentale nella cosiddetta ‘soluzione finale’ lo svolse il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Faceva parte di un complesso più grande che comprendeva anche il campo di sterminio di Birkenau e il campo di lavoro di Monowitz. Ad Auschwitz-Birkenau alla fine della primavera del 1943, funzionavano quattro camere a gas che utilizzavano la sostanza tossica nota come Zyklon B.

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Nel novembre del 1944, due mesi prima della liberazione, il ministro dell’interno nazista Heinrich Himmler ordinò di distruggere le camere a gas di Birkenau rimaste ancora in funzione (ma non quelle di Auschwitz) e il 17 gennaio del 1945 ad Auschwitz venne fatto l’ultimo appello generale dei prigionieri.

La SS cominciarono a evacuare il campo a metà gennaio 1945. Circa 60 mila prigionieri furono costretti a un’evacuazione forzata e a prendere parte a quelle che sarebbero poi divenute famose come ‘marce della morte’. Durante il cammino, le SS spararono a chiunque cedesse e non fosse più in grado di proseguire: è stato calcolato che circa 15 mila prigionieri siano morti durante queste marce. Chi sopravviveva veniva invece caricato su treni merci e portato nei campi di concentramento in Germania.

Il 27 gennaio le prime truppe sovietiche del generale Kurockin entrarono ad Auschwitz e trovarono circa 7 mila prigionieri. Molti erano bambini e una cinquantina di loro aveva meno di otto anni, sopravvissuti perché erano stati usati come cavie per la ricerca medica. I sovietici trovarono anche cumuli di vestiti e tonnellate di capelli pronti per essere venduti. E poi occhiali, valigie, utensili da cucina e scarpe: il museo di Auschwitz, tra le altre cose, possiede più di 100 mila paia di scarpe.

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Primo Levi ha raccontato l’arrivo dei soldati russi nel primo capitolo de ‘La tregua’. Levi si trovava nel lager di Monowitz.

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