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L'Ora legale: ma quanto è scomodo essere onesti

Esce il 19 gennaio il nuovo film di Ficarra e Picone distribuito da Medusa

Ficarra e Picone sul se de l'Ora legale
Ficarra e Picone sul se de l'Ora legale

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10 Gennaio 2017 - 11.08


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Sarà nelle sale dal 19 il nuovo film di Ficarra e Picone distribuito da Medusa, che i due attori e registi siciliani hanno, come loro abitudine da qualche anno, prodotto attraverso la loro società Tramp.
L’Ora Legale propone un cast particolarmente ricco per quella che si annuncia essere una commedia corale con Vincenzo Amato, Eleonora De Luca, Tony Sperandeo, Leo Gullotta, Francesco Benigno, Gaetano Bruno, Antonio Catania. Un film che, sulla carta, potrebbe segnare una svolta molto interessante e importante per i due artisti reduci da Andiamo a quel paese che ha incassato, nel 2014, oltre otto milioni di Euro e che ha dato un segno particolarmente originale al loro stile comico inconfondibile e molto apprezzato dal pubblico.
 “C’è un tempo per dire delle cose, un tempo per dirne altre: erano due anni che volevamo raccontare questa storia, ma non avevamo ancora trovato la dimensione giusta. Per noi la cosa più importante è progredire nel tipo di film che facciamo per rimanere in sintonia con il pubblico e con l’epoca in cui viviamo. Alcuni film nascono da delle idee, altri da delle singole scene. Non abbiamo un piano, ma solo un grande entusiasmo”.
Salvo Ficarra e Valentino Picone danno l’idea di cambiare rotta e diventare ancora più ‘estremi’ nel loro modo di fare commedia, raccontando le travagliate vicende di un paese di finzione chiamato Pietrammare dove un giorno arriva ‘la legalità’ nei panni dell’elezione di un sindaco per bene che ha il carisma e la simpatia di Vincenzo Amato, rispetto alla durezza del primo cittadino uscente portato sullo schermo da un granitico Sperandeo.
 “Questo film nasce dall’idea di volere continuare a seguire le avventure dei due protagonisti di Andiamo a quel paese che avevamo lasciato con la laurea in mano e una guantiera di pasticcini davanti alla bara aperta di un politico morto.” Spiegano ancora i due attori: “Chi erano questi che continuavano a cercare una raccomandazione ‘perché la vera politica non muore mai?’. E’ un quesito che ci siamo posti insieme al nostro autore storico Fabrizio Testini, a Edoardo De Angelis e alla new entry nel nostro gruppo di lavoro Nicola Guaglianone reduce dal successo di Lo chiamavano Jeeg Robot.
” Osservano ancora i due attori. “Sin dal nostro primo film siamo stati interessati da un cinema in grado di raccontare delle storie che attirassero l’attenzione del pubblico, ribaltando i luoghi comuni rispetto alla Sicilia e all’Italia. La satira deve potere fare questo tipo di operazione: il problema è che oggi a noi attori ci viene chiesto dal pubblico di dire sempre la verità, mentre questa va domandata ai politici e non ai comici. Noi dobbiamo potere essere liberi di inventare e di mentire.”

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